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15/07/11

Mercato europa Giugno 2011: -8,1% con tutti i mercati negativi

Il clima di incertezza nell'Unione Europea si riscontra anche nel settore automobilistico, dove i dati diffusi oggi dall'ACEA dovrebbero far tremare i polsi ai finanzieri e politici del vecchio Continente: -8,1% su giugno 2010 ovvero 1.272.904 immatricolazioni contro le 1.385.815 dell'anno passato. Un dato sconfortante e che diviene ancora peggiore analizzando due fattori: in Europa a giugno nessun mercato ha superato la soglia del pareggio, anche la Germania ha segnato un -0,3% sebbene nel semestre l'andamento è stato positivo (+10,5%), mentre il secondo è il dato del 2009.
Quest'ultimo era già migliore del 2010 quando ci fu una contrazione del 6,2%, dunque il 2011 peggiora un dato già peggiorativo.
L'analisi per tutti i mercati occidentali dell'Unione Europea vede fare meglio l'Italia (-1,7%) e la già citata Germania mentre è un disastro in Francia (-12,6%), Regno Unito (-6,2%), Spagna (-31,4%). A fare lievemente meglio sono i nuovi mercati dove la media è -6%.
Un bagno di sangue che conferma le pessime condizioni di fiducia nei consumatori in tutta Europa e che potrebbe portare ripercussioni ovunque. In Italia il dato di giugno potrebbe essere visto come interlocutorio in attesa del vero film dell'orrore dei prossimi mesi ovvero quando andrà a regime la manovra fiscale con l'aumento dell'IPT, delle tariffe stradali ed autostradali, del bollo, delle assicurazioni e con l'aumento delle accise dal prossimo gennaio (Sciopero benzina, le accise ci stanno uccidendo e la riforma uccide gli esercenti). Tutti elementi che potrebbero portare al collasso il mercato auto nazionale.
Marche Italiane
Chi ama i dati di vendita dei nostri marchi italiani si legga un buon andamento di Alfa Romeo in tutta Europa con un aumento delle vendite del 22,48% e della Lancia, trainata dalla nuova Ypsilon (leggi: Lancia Ypsilon 0,9 Twinair 85 cv Oro o Lancia Ypsilon 1.3 16v Multijet 95cv Oro) con il +1,9%. Nel complesso il gruppo Fiat mantiene la quota di mercato europea del 7,3% e a livello di gruppo segna un -8,4% (-13,2% il marchio Fiat).
Il semestre viene chiuso con il -19,1% di immatricolazioni del Lingotto mentre Lancia registra un +13,7% ed Alfa Romeo un +48% (massimo incremento europeo per singolo marchio).

12/07/11

Fiat Freemont: stelle e strisce fuori, cuore italiano dentro

La Fiat dalla nascita della Cinquecento (vedi Usato. Fiat Cinquecento, il 1.2 benzina regge gli anni) non è stata molto prodiga di nuovi prodotti, almeno parlando del marchio principale (l'Alfa Romeo ha lanciato la Giulietta e la Mito, la Lancia ha in vendita la Delta e la Ypsilon preparandosi allo sbarco alleato dei prossimi mesi).
Ciò dovrebbe essere destinato a cambiare nei prossimi mesi per forza di cose. La gamma sta invecchiando e la prima vettura a dover essere lanciata sul mercato nel breve è la Fiat Panda, best seller del Lingotto su cui non si può sbagliare.
Nel frattempo cosa fare? Sperare sempre nel prodigio 500 non è comodo, specie quando i concessionari non sono affollati sia per il periodo di vacche magra che stiamo affrontando sia per la penuria di prodotti, e così Marchionne ha deciso per il rebranding della Dodge Journey in Fiat Freemont, prima auto torinese pensata e progettata negli Stati Uniti.
Non è stato un semplice travaso, ma sono state apportate numerose modifiche sia all'estetica sia alla parte tecnica (soprattutto).
Veniamo al dunque.
ALLESTIMENTO
La Fiat propone la Freemont da qualche mese in due allestimenti: Freemont ed Urban. Il primo è già super accessoriato comprendendo tra l'altro 7 posti (in opzione è possibile rinunciare a due poltrone con un lieve sconto per aumentare il vano di carico altrimenti sacrificato a favore dell'abitabilità), climatizzatore automatico a tre zone, sistema keyless entry, computer di bordo, sistema di monitoraggio per la pressione degli pneumatici (TMPS), fendinebbia, cruise control e radio con controllo touch screen a colori e comandi al volante.
Insomma, è bene accessoriata, proprio secondo la politica del "prezzo vero" emanata da Fiat (si tratta in sostanza di fornire vetture pressoché complete nelle dotazioni a cui aggiungere pochi accessori: il cliente ha il vantaggio di pagare meno le dotazioni mentre il produttore effettua economie di scala elevate perché è più semplice costruirle con tutto a bordo piuttosto che mettere alle varie auto un singolo accessorio). Costo? 25.700 euro per la versione 2.0 Mjt II da 140 cavalli a 4000 giri e 350NM di coppia motrice a 1750 giri (bisogna aggiungere l'Imposta provinciale di trascrizione, IPT, ricordatevelo), che salgono a 27.200 euro per la versione 2.0 Mjt II 170 cavalli (stesse caratteristiche nell'erogazione della potenza massima e della coppia massima).
La versione più accessoriata, denominata Urban, è praticamente full optional, in quanto prevede: cerchi in lega da 17", sensori di parcheggio posteriori, specchietti retrovisori ripiegabili elettricamente, accensione automatica dei fari, vetri posteriori oscurati, sistema multimediale con schermo touchscreen a colori da 8,4 pollici con lettore DVD e schede SD card, sistema bluetooth e le barre portatutto sul tetto.
Inoltre in fase di lancio prevede anche la selleria in pelle compresa nel prezzo. Prezzi: 27.200 per la 140 cavalli e 28.700 per la 170 cavalli. Ottimo rapporto dotazioni/prezzo.
MOTORI E TECNICA
Un automobilista Fiat rimane impressionato per la grandezza di questa crossover, ma i cromosomi Fiat sono stati impiantati direttamente nel cuore della vettura. La precedente Dodge Journey (da cui sostanzialmente prende vita la Freemont) era conosciuta per lo scarso feeling di guida, per i motori non proprio brillanti e per le plastiche economiche utilizzate dalla casa costruttrice (era ed è il gruppo Chrysler sebbene nel frattempo abbia avuto un passaggio di consegne).
La Freemont ha ricevuto le attenzioni dei tecnici torinesi per la messa appunto dello schema sospensivo, ora più rigido ed in grado di assicurare un minore rollio in curva nonostante la mole della vettura, e della scatola dello sterzo. Quest'ultima è stata ripensata per consentire un rapporto più diretto con le ruote da parte dell'automobilista, prima era accusato di scarsa sensibilità. Entrambe le modifiche sono state pensate nell'ottica dell'automobilista medio europeo.
Il vero miracolo per il momento paiono essere i motori sperimentati al lancio (a proposito la Urban full optional va via a 24.900 euro in questo momento) ovvero gli apprezzati 2.0 Mjt II da 170 e 140 cavalli. Entrambi fanno sentire la propria voce in fase di accelerazione, ma diventano quasi muti alle andature costanti come in autostrada, riuscendo a portare a spasso i 1874 kg a vuoto senza esitazione (ho provato il 2.0 Mjt II da 170 cavalli nel cofano della Giulietta e non mi è sembrato niente male).
Fino a questo momento sono disponibili vetture con la sola trazione anteriore, ritenute maggiormente appetibili per i gusti europei in fase di lancio, e solamente nei prossimi mesi verranno introdotti gli allestimenti con la trazione integrale ed il motore benzina. Quest'ultimo è il 3.6 V6 Pentastar da 276 cavalli ed andrà a costituire il top di gamma della Fiat Freemont. Inutile dire che sarà venduto più all'estero che in Italia, sia per la potenza specifica erogata sia perché andare in vacanza con un motore benzina nel Bel Paese vuol dire esporsi ad un salasso (almeno per buona parte delle famiglie che comprano una Fiat).
INTERNI
Fare daccapo una auto non si può, ma su un punto sono convinto: gli americani con il comfort ci sanno fare. E sì perché già la Dodge Journey era pensata con moltissime soluzioni comode, ora con i nuovi materiali utilizzati e con qualche soluzione made in Fiat si è giunti veramente ad un evoluzione molto positiva della vettura.
Ci sono vani ricavati nel pavimento, quello per gli occhiali da sole vicino allo specchietto, le botole per le bottiglie d'acqua, la climatizzazione anche nei sedili posteriori, la possibilità di abbattere i sedili a filo carico o di rialzare la seduta dei sedili posteriori affinché i bambini abbiano le cinture di sicurezza al posto giusto (è una idea veramente molto pregiata, la Freemont è per le famiglie e i bambini hanno un grande problema con le cinture di sicurezza per via della loro altezza).
Mancherebbe qualcosa di bagagliaio qualora volessimo andare per forza in vacanza in sette, ma con la versione Urban e le barre sul tetto non è difficile pensare ad un siluro (accessorio non missile) per contenere i bagagli extra.
Le difficoltà sono rivolte all'assenza del cambio automatico in questo momento, pare che arrivi solo fra qualche mese, ed alla difficoltà nel gestire la sua leva per l'automobilista per via della posizione.
ULTIMI DETTAGLI
Fino a questo momento sono state costruite 10.724 Fiat Freemont nello stabilimento Chrysler di Toluca (Messico) e le liste di attesa si aggirano intorno ai 4-6 mesi, dunque chi vuole l'auto subito è costretto a preferire le auto a terra presso i concessionari.

11/07/11

Usato. Fiat Cinquecento, il 1.2 benzina regge gli anni

La Fiat Cinquecento a distanza di anni continua ad essere un fenomeno di massa, tanto quanto Facebook o la piazza Margherita, ma per chi non l'ha presa all'inizio oggi circolano occasioni?
Mi sono posto questa domanda dopo aver visto i dati di vendita di questo mese, in cui la Fiat Cinquecento (il nome per esteso è stato utilizzato in USA dal Lingotto per non incorrere a storpiature del nome, giusto per curiosità) viene menzionata ancora in Top10.
Non è cosa da poco per una vettura che deve parte del proprio successo all'immagine di piccola auto da città modaiola. Gli anni sono passati, ma per lei è sempre primavera. Sintomo che il design italiano degli anni Sessanta, ripreso da Roberto Giolito per la versione odierna, è sempre stato un patrimonio nazionale.
Chi volesse comprarla ora fa un affare?
Premettiamo che ancora oggi la Fiat si fa pagare la Cinquecento abbastanza cara, ci vogliono almeno 15mila euro per portarsi a casa la vettura con qualche optional in più NUOVA, ma sul fronte dell'usato si potrebbe iniziare a scorgere qualche affare per la fine dell'anno.
Il Salone di Francoforte, infatti, porterà alla luce la Nuova Fiat Panda (vettura con cui condivide il pianale e parte dei motori), che verrà assemblata a Pomigliano d'Arco (NA), e con essa dovrebbe essere introdotto ad inizio 2012 il bicilindrico Twinair aspirato da 65 cavalli. Voi dite cosa centra? C'entra eccome, in quanto potrebbe finire anche nel cofano della Cinquecento (dove già alloggia quello turbo da 85 cavalli nell'allestimento Twinair, leggi Best Green Engine of the Year 2011: il TwinAir per saperne di più) e pensionare il vecchio 1.2 aspirato.
I costi di gestione a livello di assicurazione e tasse sarebbero gli stessi mentre nel caso avvenisse il travaso dovrebbe migliorare la godibilità della vettura e di un pelo i consumi. Quest'ultimi sono direttamente correlati alla Direttiva Euro 6 a cui tutti i costruttori automobilistici presenti sul mercato europeo dovranno conformarsi per vendere i propri prodotti. Dunque, a livello di stessa fantasia/logica il bilindrico potrebbe soppiantare a breve il 1.2.
Ritorniamo al che c'entra e a chi vuole fare un affare.
Fino a questo momento i modelli benzina quattro cilindri 1.2 di cilindrata hanno rappresentato la maggioranza dell'immatricolato Fiat Cinquecento insieme al quattro cilindri 1.3 diesel Multijet, mentre è rimasto di nicchia il 1.4 aspirato benzina e non è stato ancora del tutto adottato il TwinAir da 85 cavalli (l'allestimento ad hoc sarebbe dovuto proprio al mancato decollo delle vendite secondo quanto si legge in rete). Lo stesso ha resistito abbastanza bene al passare degli anni, subendo una svalutazione abbastanza lenta. Se venisse soppiantato da parte del 850cc aspirato da 65 cavalli il vecchio 1.2 potrebbe subire una svalutazione più rapida rispetto all'attuale (una vettura del 2008 Lounge con 30.000km all'attivo viene valutata ancora circa diecimila euro, mica male per un auto così piccola).
Dunque, chi volesse fare un buon investimento potrebbe puntare sul questo motore, ritenuto affidabile dalla maggioranza degli automobilisti ed anche abbastanza parco nei costi di gestione (consumi, assicurazione, bollo, manutenzione).
Sul fronte delle scelte vi ricordo che è bene prendere modelli abbastanza accessoriati, di controllarli bene (magari con l'ausilio di un meccanico di fiducia) e di riuscire ad ottenere una garanzia scritta (con tanto di diciture chiare sulle varie parti comprese) da chi ce la sta vendendo.

18/06/11

Best Green Engine of the Year 2011: il TwinAir

best engine Nella competizione motoristica più importante al mondo, l'Italia c'è e vince due premi molto importanti: il primo è International Engine of the Year; il secondo è Best Green Engine of the Year. Entrambi assegnati al propulsore Twinair concepito, sviluppato e prodotto dalla FPT (Fiat Power Train), società del gruppo Fiat responsabile dell'evoluzione motoristica del Lingotto.

Venendo ai dettagli del motori si tratta del bicilindrico 875cc presente sotto il cofano della Fiat 500 e presentato lo scorso Salone di Ginevra, famosa rassegna motoristica in cui le case portano le loro maggiori novità commerciali e tecnologiche, dotato di sistema Multiair (altra rivoluzione tecnologica italiana, in grado di migliorare le performance grazie ad una migliore gestione dell'aria nella camera di combustione) e turbo. Nella versione premiata eroga 85 cavalli, quanti un normale 1200cc, ed ha livelli estremamente contenuti di consumi ed emissioni di CO2 (compatibile con la normativa EURO5). fiat 500 twinair Valori aggiunti della compatta configurazione bicilindrica sono il peso contenuto, frutto del downsizing e dei materiali leggeri usati nella costruzione, e la compatibilità futura con sistemi di propulsione ibrida.

Su quest'ultimo punto c'è da dire che il Twinair potrà competere nei prossimi anni per ulteriori premi. La compattezza del motore lo rende ideale all'abbinamento con i motori elettrici, in grado di abbattere ulteriormente le emissioni di CO2 e contenere i consumi a livelli record, mentre grazie all'ottima progettazione di partenza è già prevista una versione alimentata a metano da 80cv, in grado di divenire il leader nel mercato mondiale per basse emissioni. Ulteriore versione è quella da 105 cavalli, che andrà a sostituire gli attuali 1,4 litri aspirati presenti nella gamma del colosso torinese.


PUBBLICATO SULLA RIVISTA ONLINE ARPA CAMPANIA AMBIENTE WWW.ARPACAMPANIA.IT

21/01/10

Marchionne: “Alfa Romeo è il nostro bambino da curare”

alfa-romeo-giulia L’Amministratore delegato ha forse letto qualche mio commento sparso per la rete sull’argomento “i marchi italiani sono di Fiat, la Chrysler non lo è ancora”, visto che mi ha letteralmente risposto o almeno mi fa piacere che siano giunte queste parole. Il numero uno del Lingotto si è riferito ai prossimi numeri dichiarando, in anticipo rispetto al prossimo Cda con oggetto il consuntivo 2009, che si tratta di una buona annata sebbene il 2010 sarà migliore dell’anno appena trascorso. La Cinquecento, inoltre, sarà venduta dalla fine dell’anno negli Usa per raggiungere il primo obiettivo posto dal Governo USA in ottica di acquisizione dei marchi Chrysler ed è sicuramente una buona notizia, visto che porterà danari sonanti nelle casse torinesi senza spendere troppo in nuovi modelli (alla fine la Cinquecento è stata adattata solamente per garantire il fronte sicurezza). Marchionne ha fatto un appunto sulla realtà societaria, e qui la risposta alle mie domande poste in rete, dicendo che gli Agnelli tramite Exor sono ancora gli azionisti di riferimento della Fiat mentre i marchi americani sono tutti da consolidare.

Infine, la buona notizia: “Alfa Romeo è il nostro bambino da curare” e Marchionne riferisce anche che: “Ce la sto mettendo tutta Io ce la sto mettendo tutta per metterlo sulla via della guarigione, ma dipende anche dal bambino". Caro Marchionne, non ti preoccupare… tu fai i modelli nuovi, quelli chiamati: Duetto-Spider, nuova Giulia, nuova Giulietta, nuova Brera e magari anche un Suv non guasterebbe, poi a far lievitare le vendite ci pensa il popolo Alfa Romeo. Gli alfisti attendono da una vita delle automobili degne del Biscione!

06/08/09

Fiat acquisisce Bertone, saranno salvaguardati i piani produttivi degli altri siti e l'occupazione dell'impianto torinese

fiat Fiat acquisisce la storia carrozzeria Bertone dal Ministero dello Sviluppo Economico. Lo rende noto il quotidiano online La Repubblica nella sua sezione dedicata ai motori. Il mese scorso il Lingotto aveva presentato a sorpresa la propria offerta per gli impianti della Bertone, mettendo in subbuglio il mercato. Fiat Automobilies Group, infatti, negli ultimi mesi è particolarmente attiva sul fronte delle acquisizioni, avendo presentato offerta per il gruppo Chrysler (andata in porto con l'acquisizione dei marchi Chrysler, Dodge e Jeep nonché tutte le tecnologie sui motori benzina e sui motori ibridi elettrici sviluppati in collaborazione con Mercedes Benz), per la Opel (azienda controllata dalla General Motor. L'offerta non ha avuto il successo sperato), la sigla delle joint venture in India (con la Tata) ed in Cina (produzione e vendita in loco della Fiat Linea, Fiat Grande Punto ed altri modelli, esclusa la Fiat Panda plagiata in cina da una casa concorrente). 


Sull'affare Bertone si è pronunciato il Ministro dello Sviluppo Economico, l'onorevole Claudio Scajola, che ha dichiarato: "La cessione a Fiat consente di garantire il futuro di uno stabilimento storico dell'industria piemontese. Il piano prevede, infatti, il riassorbimento di tutti i 1.137 dipendenti, che verranno gradualmente reinseriti nelle loro mansioni, e l'integrazione con la Chrysler per la produzione in Italia di alcuni modelli della Casa americana. Fiat ha inoltre precisato che le risorse che saranno investite nel rilancio della Bertone, pari a circa 150 milioni di euro nei prossimi tre anni, sono aggiuntive rispetto al piano industriale del Gruppo per l'Italia e non andranno, dunque, a deprimere gli investimenti negli altri siti produttivi nazionali". Le dichiarazioni del ministro sono importanti sotto diversi punti di vista. Il primo è che mette in chiaro le possibili vertenze su altri siti produttivi della Fiat in Italia, vedi Termini Imerese e Pomigliano D'Arco, che non dovrebbero essere toccate dal gruppo torinese. Il secondo è che parte della produzione Chrysler sarà presto in Italia, ma non nel sito di Pomigliano D'Arco, annoverato fino a qualche tempo addietro come possibile meta dei pianali Segmento D ed E della Chrysler su cui costruire anche le prossime berline medio-grandi e grandi dell'Alfa Romeo. Il terzo è che finalmente la Fiat investirà delle risorse in Italia, salvaguardando anche l'occupazione. Ora siamo in attesa dei commenti a caldo dell'amministratore delegato Fiat-Chrysler, Sergio Marchionne.

26/07/09

Lancia Ypsilon, sarà una Deltina ipertecnologica


Se sarà così e costerà qualcosa in meno, fatte le dovute proporzioni, della Lancia Delta, sarà un successo. Con questo commento vi introduco un render della nuova Lancia Ypsilon, attesa per l'inizio dell'anno 2010 da tutti gli appassionati del marchio ed anche da coloro i quali hanno mezze intenzioni di acquistarla.

Da qualche tempo il marchio Lancia, un tempo sinonimo di eleganza ed anche sportività, è divenuto il marchio Premium lussuoso del gruppo Fiat, e da quello che vedo in questi render pubblicati dal sito Motorionline.com il prossimo futuro dovrebbe essere in linea con l'attuale excursus stilistico.
Certamente, come si può vedere, la vettura riprendere a piene mani le doti di design della mamma Delta. Tanto da poter essere quasi sbeffeggiata con l'appellativo Deltina, ma avrà contenuti degni della mamma grande. Il pianale è il collaudato pianale della Fiat Grande Punto/Opel Corsa/Alfa Romeo Mi.to., dunque una garanzia di qualità. I motori sono quelli della gamma FPT, con propulsori leggeri diesel (1.6 fino a 120 cavalli e 1.3 Mjt da 75 e 90 cavalli) più i 1.4 della famiglia Fire, sia in versione aspirata che turbo e Multiair (quest'ultima versione ancora non confermata).
Per quanto riguarda gli interni non si baderà a spese, per così dire. Tecnologia Blue&Me, sedili ultra imbottiti, Istant Nav, cambio doppia frizione, tetto Sky Dome o fisso in cristallo, uscita Ipod /Mp3 ed impianto Bose. Altro non è ancora dato a sapersi, ma sicuramente ci saranno file per acquistare questa vettura di piccole dimensioni e grandi appetiti.
Spero, vista la mia indole sportiva (chissà perché ho una 147 in garage) la facciano anche un poco pepata...

Fiat Bravo 1.4 Dynamic Gpl, vai piano e risparmi

E ora veniamo alla versione GPL di cui è dotato il motore 1.4 di origine FIRE (motore originato negli Ottanta ed ancora oggi alla base dell'offerta "benzina" della Fiat). Un motore solidissimo ed affidabilissimo sotto il profilo progettuale, i cui consumi sono sempre stati all'apice della categoria con delle prestazioni adeguate alle richieste della casa Fiat.

A differenza del propulsore diesel di pari potenza (Fiat Bravo 1.6Multijet 90cv, pochi cavalli tanti incentivi), il benzina-Gpl è omologato per l'Euro4 sebbene nel prossimo futuro verrà sicuramente aggiornato (non si sa se tramite l'adozione del sistema Multiair, in grado di abbattere consumi ed emissioni, o tramite qualche miglioria meccanica di altro tipo) per essere compatibile con la normativa comunitaria attuale.
Quattro cilindri, doppio albero in testa per sedici valvole ed iniezione indiretta del carburante sono alla base del motore benzina, in grado di erogare la bellezza di 90 cavalli a 5.500 giri al minuto, con coppia massima di 128Nm a 4.500 giri al minuto. Ricordiamoci che siamo su un motore aspirato prima di indicare la coppia scarsa ed i tempi per riprendere rapidamente velocità nel traffico (Velocità massima di 179 km/h, accelerazione 0 a 100 km/h in 12,5 secondi). In fondo la vettura non è mica tanto leggera.
Il motore 90 cavalli aspirato sulla Fiat Bravo viene quasi sicuramente venduto in versione bi-fuel, anche se non conosco i dati di vendita. Questa versione consente di accedere agli interessanti incentivi statali (1.500 euro) per le auto omologate direttamente dalla casa a GPL ed anche di spendere poco in carburante.
I consumi sono nell'ordine degli 8,3 litri per 100 chilometri nel ciclo combinato (10,6l/100 km nel ciclo urbano e 7,0l/100km in quello extraurbano, ma per la discrepanza con i consumi reali vedere gli altri post presenti nel blog).

L'impianto GPL è stato omologato direttamente in sede di produzione, consentendo il massimo dei contributi statali per la conversione a gas, progettato e costruito in collaborazione con la Landi Renzo (tra i leader nel settore).

Opinioni su internet
Sulla Fiat Bravo 1.4 90 cavalli Dynamic Gpl ho trovato due opinioni abbastanza eloquenti della vettura: la prima sottolinea i consumi molto bassi e la moda del viaggiare a gas, oltre la possibilità di entrare nei centri città in maniera abbastanza semplice; la seconda denota le difficoltà nel riprendere velocità della vettura, le attese agli impianti per il rifornimento del gas (occorre più tempo per riempire il serbatoio di Gpl, oltre alle code degli altri utenti) e la scarsa autonomia solo a gas.
Insomma, chi la vuole deve amare la natura, il proprio portafoglio ed avere tempo di viaggiare nel relax (il motore è abbastanza silenzioso e consente di rilassarsi abbastanza bene).

Per le opinioni sull'allestimento Dynamic della vettura vi rimando al post ove parlo anche del motore diesel, su cui ho trattato questo particolare argomento: Fiat Bravo 1.6 Multijet 90 cv Dynamic

Fiat Bravo 1.6Multijet 90cv, pochi consumi tanti incentivi

La Fiat è brava nelle auto piccole, quelle che una volta venivano chiamate utilitarie ed ora vengono denominate come "city-car", sempre meno al crescere della dimensione. Non è questione di non saperle fare, è una questione concettuale: in Fiat piccolo è bello. Nonostante ciò ci sono vetture che piacciono abbastanza, ad iniziare dai pianali. E' il caso della Fiat Bravo nelle sue varie declinazioni. Oggi vi facciamo fare una scorpacciata. Parlerò della Fiat Bravo Dynamic in due motorizzazioni, ritenute quelle più vendute, ovvero: la 1.6Mjt da 90 cavalli e la 1.4 benzina-Gpl da 90 cavalli. In questo posto parlerò della prima mentre la seconda verrà tratta nel prossimo (dove saranno presenti opinioni e caratteristiche della motorizzazione, escludendo l'allestimento incluso in questo post).



Motore
Il motore è l'ultima offerta in casa Fiat in fatto di Diesel. In un primo momento, infatti, la Fiat Bravo è stata lanciata solamente con il 1.6 diesel da 120 e 105 cavalli (motori molto validi) e con il motore superiore, ovvero il 2.0 Multiket da 165cv. La proposta si è arricchita verso il basso per sfruttare gli ecoincentivi operanti in numerosi Stati europei, che vogliono vetture a basso consumo ed a basse emissioni di anidrite carbonica. Insomma, volevano espressamente questo motore.
Fatti i dovuti calcoli si tratta di una rimappatura della centralina elettronica per tagliare potenza e coppia al motore, più degli impercettibili accorgimenti.
Stante a quanto leggo su internet l'intera famiglia di motori 1.6 è nata sul progetto del 1.9 Multijet, il motore meglio conosciuto della gamma Fiat Power Train (FPT), riducendone la cubatura totale ed anche le potenze specifiche (il 1.9 offre circa 150 cavalli di partenza per arrivare anche a 190 nella versione bi-turbo, mentre il 1.6 arriva al giorno d'oggi a 120 cavalli di massimale).
L'iniezione (a 1600 bar) è affidata al sistema Common-Rail (ideato dalla Fiat con la collaborazione della Bosch negli anni Novanta e montato sulla Lancia Libra nonché su altre vetture di questa categoria perla prima volta) di seconda generazione con quattro valvole per cilindro (sedici valvole totali) e distribuzione a cinghia dentata (minore rumorosità rispetto al sistema a catena presente sul 1.3Mjt sebbene sia più soggetta ad erosione).
Il propulsore è stato progettato molto bene e prevede anche l'integrazione del sistema per l'abbattimento del particolato (DPF) nelle vicinanze dei cilindri. Ciò aumenta la temperatura dei gas di scarico di passaggio nel DPF, diminuendo il gasolio necessario alla rigenerazione del filtro, abbattendo i consumi ed soprattutto le emissioni (anche il peso ne risente, essendo inferiore di circa 8 chilogrammi rispetto alla versione presente nel 1.9Mjt).
Nella versione da 90 cavalli, derivata direttamente da quella da 105 cavalli, è presente una turbina con geometria fissa in grado di sostenere validamente il motore a tutti i regimi di rotazione. Certo il 120 cavalli, con turbina a geometria variabile, spinge più forte, ma il motore è molto prestante. Coppia specifica di 290Nm a 1500 giri al minuto, la stessa presente sul 105 cavalli e picco di potenza posizionato a quota 4000, sebbene il motore non si dimostri vuoto dopo questa soglia tirando fino al limite della soglia rossa.
Sul fronte prestazioni la velocità massima è di 173km/h con accelerazione 0-100km/h in 13,1 secondi stando a quanto dichiarato dalla casa costruttrice. Consumi e tagliando sono ottimi: 5,8 l/100 km nel ciclo urbano, 3,9 l/100 Km nell’extra urbano, 4,6 l/100 Km nel ciclo combinato e il livello di emissioni di CO2 è di 120 g/km (abbastanza per chiedere gli incentivi governativi). I costi di manutenzione sono tagliati alla base con tagliandi ogni 35.000 km. La Fiat ha assoluta certezza dei propri prodotti diesel, tanto che nessun altro concorrente chiede la manutenzione del motore diesel in intervalli tanto ampi.
La vettura in strada si dimostra abbastanza docile e l'abbondante coppia in basso l'aiuta certamente nei movimenti a bassa velocità sebbene non sia una scattista nata. Comfort acustico assicurato, sicuramente maggiore delle versioni 1.9 Multijet.

Allestimento
La Fiat, da quando ha fatto la Cinquecento, ha fatto un salto di qualità sul fronte degli allestimenti sebbene non sia ancora alla pari nel comfort delle francesci (vedi Renault, Peugeot e Citroen) o a quello della perfezione negli assemblaggi delle tedesche (Opel e Volkswagen), in compenso offre adesso delle vetture molto valide sia sotto il profilo stradistico sia sotto il profilo tecnologico.
La tecnologia di bordo vede la cooperazione tra il Lingotto e la Microsoft per il sistema Blue&Me, così come con il sistema di controllo dei consumi elaborato dalla casa per migliorare i comportamenti stradali dei guidatori (che tra l'altro ha vinto alcuni importanti premi). La versione Dynamic, posizionata nel mezzo della gamma, presenta i window bag con il sistema Esp, i cerchi da 16", l'impianto autoradio CD di serie (lettore Cd con comandi al volante, casse acustiche da 40W, 4 altoparlanti + 2 tweeter, volante e pomello cambio in pelle, sedile passeggero regolabile in altezza, kit di cromature, specchietti in tinta carrozzeria, plancia effetto Carbon Look

Opinioni su internet
Le opinioni specifiche sul motore ce ne sono poche, ma sono positive. Economo, silenzioso e con una grande coppia in grado di muoverla con un filo di gas in pieno centro anche con le marce alte.
Sul profilo della qualità degli allestimenti le note stonate vengono dalla qualità dei sedili e dalle plastiche, ritenute non troppo all'altezza di una vettura Segmento C (ma stiamo parlando di una segmento C normale e non Premium, dunque prendiamo le opinioni sempre con le pinze). L'estetica è in linea con il family feeling della Fiat (vedi Fiat Grande Punto e Fiat Croma) mentre le note stonate si notano sull'abitabilità e visibilità posteriore. L'abitabilità è sacrificata dal poco spazio per le gambe ed un terzo passeggero appare abbastanza stretto in questa vettura, mentre il tetto spiovente penalizza i più alti.
Sul fronte visibilità: lo stesso tetto spiovente, i larghi montanti posteriori, l'assenza di sensori di parcheggio posteriori (si possono avere come optional) ed il lunotto piccolo penalizzano le manovre in retromarcia così come la semplice visione nello specchietto retrovisore (in molte occasioni è meglio affidarsi agli specchietti laterali).


25/07/09

Fiat Cinquecento 1.3 Multijet Lounge, cittadina tutto fare

"E non la volevano neppure fare" verrebbe da dire osservando i numeri della Fiat Cinquecento, nuova edizione della mitica vettura Anni Cinquanta made in Lingotto. A quasi due anni dalla prima uscita i numeri parlano chiaro: è un successo. Su di essa la Fiat basa buona parte del ritorno all'attivo economico ed alla competitività, oltre ad avere un manager come Sergio Marchionne al timone. Dopo così tanto tempo le opinioni sono decantate abbastanza, per prendere delle considerazioni sulla vetturetta italiana.

Come fatto nei scorsi giorni prendiamo in considerazione le opinioni raccolte in internet, un allestimento particolare ed anche un motore ben definito, ripromettendoci di ritornare sull'argomento sulle altre vetture e sugli altri allestimenti. Come si evince dal titolo, in questo post parliamo della Fiat Cinquecento 1.3 Multijet in allestimento Lounge (differente dalla versione Sport, Pop e da quella limitata della Diesel).

Motore
Un post sul motore Multijet della 500 è quasi un assurdo, è conosciutissimo in tutto il mondo. Si tratta di un propulsore ad alta efficienza con 75 cavalli di potenza a 4000 giri al minuto e 145Nm di coppia a 1500 giri al minuto. Alimentato attraverso quattro valvole per cilindro e distribuzione a catena (a differenza della cinghia dentata, utilizzata sulla maggioranza dei motori, è più resistente all'usura, per tale motivo garantita 200.000 chilometri, ed anche più rumorosa, si adatta meno ai giri che deve compiere per distribuire la forza tra le varie parti alimentata, ruote-alternatore ed altro). Il tutto condito con il collaudato sistema di iniezione Common-Rail Multijet della Fiat, in grado di assicurare grandi prestazioni motoristiche al propulsore con consumi abbastanza parchi. I consumi dichiarati (per la differenza tra il dichiarato e la realtà si legga quest'altro post) dalla casa sono nell'ordine di 5,3 l/100 km nel ciclo urbano, 3,6 /100 km in quello extraurbano e 4,2 /100 km nel misto, con una media di emissioni Co2 di soli 111g/km.
Sotto il profilo tecnico si è di fronte ad un propulsore molto leggero, nell'ordine dei 130kg di peso, e compatto (lungo meno di mezzo metro ed alto 65 centimetri) nonché tecnologicamente all'avanguardia, tanto da essere omologato per la normativa Euro5 (i produttori per volere dell'Unione Europea devono produrre veicoli ecologici ed i limiti imposti in sede comunitaria vengono utilizzati per i blocchi del traffico, dunque chi non ha la Euro giusta rimane a piedi).
La velocità massima è di 165km/h ed ha una capacità di scatto 0-100km/h di 12,5 secondi. Certo, non è un fulmine di guerra, ma se si è scelta questa motorizzazione e non il benzina T-Jet da 100 cavalli ci sarà pure un motivo.
La trasmissione per questo modello è affidata all'anteriore con un cambio a cinque rapporti (in alternativa è disponibile il cambio robotizzato Dual Logic, di cui tratterò in un intervento apposito nella prossima settimana).

Allestimento
Sotto il profilo dell'allestimento si può dire che la Fiat Cinquecento rappresenta la chiave di volta nel miglioramento qualitativo dell'intero gruppo torinese. La vettura si presenta molto ben fatta e completa nelle dotazioni di serie. Plauso d'onore agli operai polacchi di Tichy. La versione Lounge offre di serie parecchi dispositivi per accrescere la comodità del veicolo. Si passa dal "Kit Cromo" (comprende inserti cromati sullo scarico, sulle maniglie di apertura interne, sul cambio, sulla guarnizione dei vetri laterali e sui paraurti) ai cerchi in lega 185/55 R15" e specchi retrovisori elettrici con verniciatura uguale a quella della carrozzeria. Si ha anche il tetto in vetro con tendina parasole.
La versione prevede anche tessuti specifici con volante rivestito in pelle e con comandi integrati per il sistema Blue&MeTM e per la radio. La radio si presenta con lettore Cd mp3 e presa esterna per il lettore iPod. Il climatizzatore è manuale (optional quello automatico) mentre il sedile anteriore lato guida è regolabile in altezza. Sul posteriore si ha il divanetto diviso a metà con sistema di ribaltamento.
SOLO per la versione con motore 1.4 T-Jet si ha di serie il dispositivo ESP, mentre per le altre versioni si ha come optional.
Non dimentichiamo che di serie, su tutte le versioni, ha anche sette airbag.


Opinioni
Fatta la ripassata alla guida, presente anche sul sito ufficiale Fiat, parliamo di opinioni. Quelle che fanno la differenza nella scelta di una vettura. Ho fatto delle ricerche in internet sul modello in questione e questo è il risultato.
La maggioranza delle opinioni raccolte in internet sulla Fiat Cinquecento si dimostra molto positiva, cosa che ha sicuramente decretato il successo commerciale del veicolo. I dati criticati sono necessariamente tre:

  • prezzo. Per molti è ritenuto eccessivo, tanto da paragonare il costo della Fiat Cinquecento con quello della Chevrolet Cruze (due categorie totalmente differenti), ma dai dati commerciali si dirette soddisfare almeno 300.000 guidatori/compratori della vettura.
  • Rumorosità motore. Il motore agli alti regimi fa sentire parecchio la sua voce, sebbene risieda ancora nei limiti di tolleranza dei vari guidatori trovati in internet. Un altra opinione riguarda i consumi, spremendo il motore pare che i consumi lievitino un poco troppo, ma la mia opinione è che: se prendi una vettura diesel con un motore così piccolo è perché fai tanti chilometri all'anno e vuoi risparmiare, se vuoi andare in pista o spremere un motore si deve prendere una vettura più grande con motore grosso e potente.
  • Elettronica di bordo. Il sistema di gestione degli Mp3 pare essere abbastanza complesso a detta di chi l'ha guidata mentre il lettore Cd non apprezza le asperità stradali, tanto da fermarsi con buche di entità anche modesta.
Se avete commenti o precisazioni, fateli sotto. Spero di aver dato un aiuto a chi vuole scegliere questa vettura.




23/07/09

Porsche, Volkswagen, Fiat, Opel, Gm, Gaz, Magna, Baic e Rhj: i giganti dell'automobile scuotono le acque

Giornata intensa sui mercati per quanto concerne il settore automotive. Tre grandi produttori europei sono sotto i riflettori per un totale di quasi sedici milioni di vetture prodotte e commercializzate l'anno. La Fiat è interessata dalla trimestrale di cassa e dai futuri obiettivi economici. La Porsche con la Volkswagen con i propositi di fusione e la Opel con il matrimonio complicato con Magna o una delle altre due contendenti: Rhj e Baic.
Iniziamo dalla Fiat, la trimestrale di cassa è andata abbastanza bene grazie agli incentivi governativi per le auto a basse emissioni presenti in quasi tutta Europa, situazione che agevola il produttore torinese per via della sua grande esperienza nel settore dei motori a bassi consumi e nelle vetture di piccola grandezza (vedi Panda, 500, Grande Punto). Tutti i dati della trimestrale di cassa li abbiamo spiegati in un post presentato nelle scorse ore (vedi Fiat: conti apposto, meno debiti più flusso di cassa). La giornata di oggi si apre con due notizie. La prima vede Sergio Marchionne, amministratore delegato del gruppo, dichiarare l'inevitabilità di un eventuale scorporo del settore auto dal resto delle attività del gruppo (vedi settore agricolo, Cnh, e settore trasporto industriale, Iveco). La seconda vede il Lingotto interessato di operazioni di mercato per un prestito obligazionario benchmark, cosi lo definisce il Sole24ore, della durata di tre anni. Il prestito dovrebbe venire emesso dal settore finanziario del gruppo e completamente garantito da Fiat Spa.
Proseguendo sul fronte automotive passiamo in Germania, dove la situazione è molto più complicata. La famiglia Porsche-Pieche giocando su due tavoli (visto che è presente nel consiglio di amministrazione del gruppo Volkswagen) ha deciso per la fusione tra il marchio di auto sportive e l'auto del popolo. Il gioco è interessante per due aspetti. Il primo vede il siluramento di Wendelin Wiedeking, amministratore delegato fino a questa mattina, con una buona uscita da 50 milioni di euro (erano vere allora le voci di un possibile licenziamento milionario) di cui buona parte verranno destinati a beneficenza. Con lui va via anche Holger Härter, responsabile finanziario del gruppo, con una buona uscita di soli 12,5 milioni di euro. Al posto del vecchio amministratore delegato subbentra Michael Macht, attuale responsabile prodotto e dipendente POrsche dal 1990.
I due gruppi sfidano in questa maniera i timori di eccessiva fiscalità, calcolata nell'ordine di tre miliardi di euro, per consentire alla Porsche di pagare i propri debiti e di sopravvivere. Il produttore di auto sportive, infatti, ha tentato la scalata a Volkswagen nei mesi scorsi, ma la crisi economica e l'indebitamento eccessivo (oltre ad una diminuzione nelle vendite complessive) hanno fatto bloccare il progetto egemonico. Il tavolo sarebbe ancora aperto ad ulteriori colpi di scena.

Infine, si passa alla telenovela relativa a Opel, marchio tedesco conosciuto in tutta Europa per il suo prodotto e realizzatrice di almeno un paio di milioni di veicoli all'anno. Qui la partita è complicata e dura da mesi. In un primo momento erano tre gli attori al tavolo: Magna (con il supporto dei russi di Gaz e Sberbank); Fiat e Rhj (fondo di investimenti olandese legato all'americana Ripplewood). Poi Rhj e Fiat sono uscite di scena con la firma di un memorandum di intesa con Magna, ma adesso la situazione si infiamma. GM apre le porte della trattativa prima ai cinesi di Baic e adesso anche a Rhj, nuovamente sulla scena con una proposta giudicata interessante.
Magna ha reagito lanciato una proposta ultimatum, senza la cui firma si ritirerebbe dall'affare, mentre le altre due società sperano di accaparrarsi il marchio. GM, dal canto suo, in un primo momento ha giudicato come "interessante" la proposta Baic salvo avvicinarsi agli olandesi. Questi ultimi consentirebbero in un secondo momento, quando la crisi economica sarà passata, di riacquisire l'Opel. Insomma, la separazione con Gm sarebbe solamente temporanea.
L'accordo diviene difficoltoso anche a fronte delle prossime elezioni politiche tedesche, che vedono tutta la classe dirigenziale impegnata in trattative con questo o quell'altro partner sebbene ormai la preferenza per Magna sia manifesta da parte di quasi la totalità dello schieramento.
Chi vorrebbe vedere la Fiat nuovamente al tavolo può anche sperare, Marchionne stesso ha ribadito diverse volte che la proposta del Lingotto è ancora valida sebbene non siano intenzionati a migliorarla sotto nessun aspetto.

22/07/09

Fiat: conti apposto, meno debiti e più flusso di cassa


Una bella notizia finanziaria va sempre commentata, lo apprendo dai vari media internazionali così come nazionali: la Fiat, colosso automobilistico nazionale, ha presentato i conti del secondo trimestre in ordine. Il passivo è diminuito da 6,6 miliardi di euro a 5,7 miliardi di euro, mentre il flusso di cassa è passato da un passivo di 48 milioni di euro ad un attivo di 310 milioni di euro. Le attese per la Fiat sono forti, specie dopo aver tentato l'assalto alla Opel ed essere riuscita a portare a casa la Chrysler. Gli analisti di Morgan Stanley si aspettano ottimi risultati sebbene questi siano minori rispetto a quelli annunciati dal Lingotto. Marchionne ad inizio anno ha assunto il concetto di poter portare la Fiat a soli 5miliardi di euro di debiti ed ad un flusso di cassa da un miliardo di euro. Insomma, una bella scommessa. Allo stato attuale a sei mesi dal rush finale si nota come la Fiat possa raggiungere l'obiettivo sul debito mentre su quello relativo al flusso di cassa si sia ben sotto al 50% dell'obiettivo finale. Ci sarà da lavorare.
Inoltre, il risultato operativo è stato raggiunto anche in considerazione degli ingenti aiuti di stato europei rappresentati dagli incentivi per le auto ecologiche, che stimolano la domanda di vetture a basso impatto ambientale. La Fiat in questo campo è leader da tempo, dunque per essa è facile raggiungere velocemente dei traguardi tanto ambiti.

20/07/09

Alfa Milano, nuove foto spia dalla catena di montaggio

In Italia siamo ancora a parlare delle prime immagini dell'Alfa Milano/149, quando all'estero possono ammirare delle nuove foto spia dalla catena di montaggio. Non mi sembra giusto, dunque ecco a voi le foto nella loro bellezza originaria. Si tratta di nuove foto dalla catena di montaggio, ancora una volta di bassa qualità, ma in questo caso ci sono dei particolari diversi. In primo luogo si vedono gli interni, fotografati dal posto di guida con il solito cellulare e si vede anche che la catena di produzione è all'opera, in quanto sono presenti delle persone ai bordi. Tutte non troppo riconoscibili.
La vettura, come è noto, è attesissima in Italia e nel mondo dell'automobilismo. Sarà l'erede della best-seller 147, ancora amata dagli automobilisti a quasi un decennio dalla sua prima uscita. La nuova versione verrà realizzata sulla piattaforma C-Evo, derivata dalla Fiat Bravo e per il momento sono noti solo i particolari relativi all'impianto motoristico. Questi saranno tutti turbo e ci saranno i Multiair a trainare la vettura per il comparto benzina.


















Fonte foto e notizia: Carscoop

19/07/09

Turbocompressori, BorgWarner apre un nuovo stabilimento in Polonia


Se non vi interessa la geopolitica ed anche la mappa dello sviluppo economico, probabilmente non vi interesserà molto questa notizia. Io la trovo alquanto importante, sul piano dei costi. Vedete, produrre al giorno d'oggi un motore turbo diesel significa progettare propulsori altamente efficienti, dalle basse emissioni ed ultra affidabili (non per qualcosa la Fiat, leader in questo mercato, ha portato a 30mila chilometri la richiesta di tagliando per i diesel). Significa anche proporli a prezzi accettabili, ovvero non più di mille-millecinquecento euro in più rispetto ai motori benzina. Tutte queste esigenze portano sicuramente a delocalizzare la produzione in luoghi ove la manodopera costi di meno, ma serve anche sviluppare sinergie tali da far partire le economie di scala. Le parole economie di scala sembra piacciano molto a Sergio Marchionne, Amministratore delegato Fiat e Chrysler, che ne ha fatto un leitmotiv produttivo. Economie di scala potrebbero derivare dalla decisione di BorgWarner, società americana leader nella produzione di turbocompressori, di aprire uno stabilimento in Polonia. Ecco viene fuori la geopolitica degli affari: cosa c'è in Polonia di interessante? La fabbrica di Tichy della Fiat e a poca distanza, in altri Paesi, gli stabilimenti dei maggiori produttori mondiali. La fabbrica è stata già aperta, per la soddisfazione dei governanti polacchi, e sfornerà circa 500mila turbocompressori all'anno. Una cifra niente male.
La maggioranza andranno sotto i cofani della Fiat, con il 1.3 Multijet in produzione a due passi dallo stabilimento (non viene prodotto nell'immensa Tichy. Ora, se tanto mi da tanto, i costi di tali strumenti dovrebbero diminuire in quanto diminuiscono i trasporti necessari, la manodopera costa di meno e nella zona le risorse minerarie non sono così tanto esigue. Insomma, per la BorgWarner si tratta di un bel risparmio e quasi sicuramente anche per la Fiat. Sperando che queste "economie di scala" non si riflettano solamente su un aumento dei margini di guadagno da parte dei due colossi, ma anche in qualche moneta risparmiata da parte dei consumatori finali (ovvero NOI).

17/07/09

Tata Nano, chi critica si dimentica il nostro passato


Proprio vero: la gente dimentica "prima la morte de padri che la perdita de dinari" (Machiavelli). Ce l'ho con quanti giudicano male la Tata Nano, soprattutto dicendo che non la guiderebbero mai, che è una lattina, che non vale nulla, non è montata bene, è fatta con le scatolette di tonno avanzate... eccetera eccetera eccetera. Poi, scendono dalle scale, aprono il portone e si infilano in una vecchia Fiat Panda di inizio anni Ottanta o versioni successive (sono cambiati un poco gli interni ed i motori, ma il resto è sempre stato lì). Oppure, li vedi al bar dell'angolo (o sul blog di rito) a difendere a spada tratta la Cinquecento vecchio tipo.
Qualcuno di voi potrebbe anche dirmi: ma si tratta di auto di almeno Trent'anni fa. Per carità, avete ragione: ma hanno motorizzato l'Italia. Prima di loro si andava a piedi, a cavallo oppure con vetture anteguerra (pochissimi esemplari per i più fortunati). La Cinquecento ha motorizzato l'Italia, operazione seguita dalla mitica Panda. Auto che costavano relativamente poco, come è la Tata Nano.
Per noi quei soldi sono pochissimi, ma in India sono un capitale. Per noi è un rottame, per loro è l'apice della tecnologia. Per noi è un auto da comprare solo se si hanno già cinque auto e ne serva una da "fatica" (manco troppa) per loro servirà per andare anche ai matrimoni probabilmente.
Insomma, non chiudiamo nei nostri salotti e commentiamo assurdamente il mondo che ci circonda in base agli ultimi Kolossal di Hollywood. Apriamo le barriere, tanto sono più che sicuro della facilità nelle vendite in un eventuale sbarco in Europa.

16/07/09

Fiat 500 Giardiniera, arrivano i primi render

Ok, non voglio dire che sono stato leggermente premonitore, ma proprio ieri parlavo della Fiat Cinquecento Giardiniera (in Fiat mattatrice, aumenta ancora la quota di mercato in attesa delle sell-leader) come l'unica esclusa dal processo di rigenerazione del vecchio modello made in Lingotto. Oggi, apro un poco i siti internet, alla ricerca di qualche informazione utile sull'automotive ed anche per migliorare il posizionamento del mio blog e vedo: Fiat 500 Giardiniera /Giardinetta su Infomotori (come sempre vi posto i link sia per corretta informazione sia perché chi mi da delle dritte sul mondo dell'automotive è giusto che venga un poco sponsorizzato).
Ebbene, il sogno potrebbe non essere tanto lontano dal divenire realtà. Il primo rendering, di cui vi proponiamo una foto estrapolata da internet e di cui ringraziamo l'autore, è davvero affascinante. La vettura si propone come tre porte allungata (l'accessibilità posteriore non è delle migliori per via della compattezza del veicolo ed i "grossi", come me, hanno una certa difficoltà a posizionarsi adesso sul divanetto chissà se con la Giardinetta cambieranno le cose).
Rispetto all'antenata la Fiat ha avuto sicuramente meno problemi progettuali. All'epoca il motore della 500 era posizionato nel retrotreno e per avere un vano di carico adeguato si dovette studiare un apposito motore a "sogliola". Ora la vettura è una trazione anteriore con motore anteriore e dunque non ci sono problemi per il vano di carico. Questo è il cambiamento maggiore rispetto all'antenata debuttante quasi cinquant'anni fa (correva l'anno 1960).

Non credo di poter aggiungere altro a questa vettura, così affascinante tranne un paio di dettagli: se la faranno, la faranno anche con il vetro panoramico apribile quasi per intero? Sarebbe una gran figata, anche se costerebbe un occhio della testa sicuramente.
Il secondo, è un mero dettaglio a cui molti risponderebbero "fatti i fatti tuoi": ma la fabbrica polacca di Tichy ha la capacità produttiva inesauribile? Ci producono già la Panda, la 500 e la Ka che stanno vendendo bizzeffe di vetture nelle loro varie versioni, se ci metteranno anche la Giardiniera su quelle linee produttive a cosa si andrà incontro?

15/07/09

Fiat mattatrice, aumenta ancora la quota di mercato in attesa delle sell-leader

Ok, alla Fiat hanno scoperto l'acqua calda: lo facevano da mezzo secolo, ma adesso hanno capito che piccolo è meglio. Nel senso che auto più piccole, meno inquinanti, meno costose e dotate di tutti i comfort vendono bene. Ebbene sembra che l'abbiano capito. Ora il mercato conferma la scoperta dell'acqua calda, sia per la Fiat che per l'Alfa Romeo.
Allo stato attuale si può dire che la vera vittoria è ancora ben lungi da venire. Infatti, se si nota bene la Fiat ha in programma un rinnovamento del proprio parco veicoli abbastanza considerevole nei prossimi mesi (in larga parte restyling).
La Grande Punto, best-seller del Lingotto, dovrebbe essere aggiornata mentre quella attuale verrà scontata per assumere la denominazione, a quanto dicono la maggioranza dei blog, di Grande Punto Evo. Data presunta il prossimo autunno.
Dovrebbe giungere anche un restyling per il Doblo e per la Sedici.
Il Cinquino delle meraviglie, attendendo dettagli dal fronte americano, inizia a fare incetta di ordini per quanto concerne la nuova "scoperta" in attesa della versione Giardiniera (unica a mancare all'appello per il corredo storico, poi si dovrà vedere se la faranno anche 4x4).
Sul medio periodo ci sono anche la commercializzazione della piccola Topolino e della nuova Panda.
Il tutto senza dimenticare il prossimo aggiornamento dei motori benzina con il Multiair ed il venturo aggiornamento dei diesel al Multijet2, data probabile inizio anno prossimo.
La Lancia dovrebbe attendere l'inizio dell'anno prossimo per ricevere la nuova best-seller: la nuova Ypsilon, di cui si chiacchiera tanto e si conosce poco, che dovrebbe risollevare le sorti della conosciuta casa automobilistica.
Il fronte più caldo è quello dell'Alfa Romeo. L'erede della 147 si fa attendere, ma per il momento gli amanti del biscione si possono accontentare della Mito Multiair con cambio automatico prossima all'arrivo dal mese di Settembre.
La 149/Milano, dopo le foto clandestine delle settimane scorse, dovrebbe tirare parecchio le vendite e così la prossima Giulia. Se la Mito da sola, più il forte abbassamento dei prezzi fatto scattare di recente, ha fatto aumentare le vendite del 10 percento al Biscione fino a questo momento (giunto a quota 59.283 vetture) cosa potrà accadere con il supporto degli altri due veicoli?
Allo stato attuale la quota di mercato europeo della Fiat si attesa al 9.2% (ub aumento di circa un punto percentuale), con vendite assolute in flessione di 1,1 punti percentuali dall'inizio del 2009 sul 2008. In totale Fiat ha venduto 672.312 vetture fino a questo momento.
Altri dati sono attesi nel prossimo futuro.

14/07/09

Evoluzione dei motori, il 21 secolo spinge l'acceleratore

Non ci potevamo esimere dal mettere insieme qualche appunto sull'evoluzione motoristica degli ultimi tempi, escludendo tutti gli appunti inerenti l'elettrico.
Mai come negli ultimi tempi i motori si sono evoluti rapidamente, cercando di abbattere i consumi ed anche le emissioni. Pensare una BMW probabilmente spinta da un motore 1.4 o 1.6 benzina (per il 1.6 non parlo della Serie 1 bensì delle sorelle grandi) è quasi un qualcosa di aberrante. Per non parlare di Alfa Romeo. Oggi osservavo una vecchia Alfa 33 con motore 1.5 di cilindrata. A suo tempo era un gioiello dell'ingegneria, ora uno dei tanti motori in circolazione abbastanza inquinanti.
Ecco una carrellata di innovazioni per il benzina:
Il sistema di alzata delle valvole di tipo Vtec, compresi i derivati delle altre case, sembra essere stato superato dal Multiair della Fiat, che si presenta ora al vertice della categoria.
Ogni motore benzina è stato appositamente turbato, con turbine sia a geometria fissa come variabile. Sull'uso delle turbine si noti il biturbo della VW di cilindrata 1.4 (180 cavalli di potenza massima).


Sul fronte dei pesi giungono nuovi motori a testa e base in alluminio con contralberi e tre cilindri soltanto per cubature tra il 1.2 ed il 1.5. Su questo fronte lavora la BMW in collaborazione con PSA (Peugeout e Citroen).
La Nissan ha annunciato oggi, come è possibile leggere su Omniauto, la volontà di utilizzare un doppio iniettore per abbattere i consumi, i costi ed anche le emissioni (per tutte le informazioni vedete direttamente su Omniauto). Si trattà di un sistema ad iniezione indiretta, ma potrebbe venirne fuori anche un sistema ad iniezione diretta per qualche casa (con doppio iniettore, abbastanza costoso sebbene applicabile).
Il sistema di Scuderi, presentato in qualità di prototipo, si propone di ottimizzare la gestione dell'aria nella combustione sebbene per ogni cilindro di potenza ne preveda uno di compressione (dunque i cilindri raddoppiano in una fase di dimezzamento dei motori). Questo lo potete leggere sempre su Omniauto ed anche su Corrieretirreno.blogspot.com.
Molti usano anche il sistema di iniezione diretta della benzina, vedi motori GM della serie Jts usati anche da Alfa Romeo (l'Alfa li modificò per ricavarci qualche cavallo di potenza in più riuscendo poco nel proprio intento).
Sul fronte diesel l'evoluzione è pazzesca. Si è passati dal Turbodiesel, a iniezione indiretta (per non parlare di quelli a carburatore), della prima metà degli anni novanta, all'iniettore-pompa abrogato di recente dalla VW-Audi ed al common-rail sviluppato da Fiat con l'ausilio di Bosch (venduto a questi ultimi in tempi di vacche magre per Fiat).
Il sistema di iniezione si è evoluto molto con l'adozione del Multijet in casa Fiat con catena di distribuzione per diminuire i costi di gestione e manutenzione dell'apparato motore. Tutti i motori turbo-diesel attuali sono a iniezione diretta.
Tutti prevedono il turbo, anche la VW ha abbandonato sui mercati occidentali il motore diesel aspirato SDI.
Il sistema common-rail ha sostituito tutti i precedenti sistemi.
Il sistema più evoluto per il bilanciamento e per le vibrazioni è sicuramente il motore boxer diesel Subaru.
Molti motori iniziano a montare il biturbo (vedi Fiat e BMW) e differenziali per lo smaltimento della coppia motrice in eccesso.
Il filtro antiparticolato è in dotazione presso tutte le case, ma il più evoluto è quello della PSA.
L'Audi usa un motore diesel poco frazionato (3 cilindri per 1.4 di cubatura) e con base in alluminio.
Presto si avrà il debutto della seconda serie di Multijet, che sarà la quarta evoluzione del motore diesel.
Diverse case prevedono anche il motorino Start&Stop per abbattere ancora di più i consumi.
Il 20-25% in meno di consumi prevede normalmente un motore diesel in confronto con uno a benzina, inoltre molti di essi stanno divenendo più parchi per quanto concerne la manutenzione (vedi tagliandi Fiat posti a 30mila chilometri per i motori Multijet).
I motori prevedono ormai generalmente quattro valvole per cilindro.
La VM Motors insieme alla Landi Renzo sta sperimentando il primo ibrido diesel, metano-diesel, sui mezzi per il trasporto pubblico al fine di abbattere le emissioni.
Tutto questo per non parlare delle evoluzioni in campo elettrico, di cui ci riserviamo di parlare in altre occasioni.

Fiat al supermercato: dopo Chrysler e la Cina ci prova con Bertone


L'Italia è amata nel mondo automotive per due cose: i motori diesel ed il design.
Chi non condividesse il primo punto può benissimo obiettare, ma credo che sia così. Non si può mettere in dubbio la partenità del common rail, di cui abbiamo fatto l'acqua alla pancia a mezzo mondo, ed anche la capacità in questo settore. Basti pensare che la General Motors ha aperto un centro di ricerca direttamente nell'Ateneo di Torino. Per non parlare dell'acquisto, sempre da parte Gm, della VM Motors. Questa ditta, specializzata in campo motoristico, stava sviluppando per conto Fiat un 2.7 V6 diesel di ultimissima generazione da quello che si apprende sul web. La stessa, o meglio il motore, sarebbe dovuto entrare nella partita tecnica dell'acquisto Opel da parte Fiat. Insomma, una mossa strategica per Fiat anche in ottica USA.
Sull'altro fronte, quello del design, non si può dire nulla. Le auto più belle del mondo sono state progettate in Italia o da italiani. Mezzo mondo automobilistico si serve di designer italiani, tra cui la grande VW, vedi un certo Walter De Silva (padre della 156 e della mitica 147).
Ora alcune carrozzerie, come la Pininfarina e la Bertone, sono in forte crisi e rischiano grosso. Pininfarina è divenuta di proprietà dei cugini francesi (quasi come molte aziende alimentari con la Danone) mentre per la Bertone c'è la coda per acquisirla.
All'ultimo secondo si è accodata anche la Fiat di Marchionne a chiedere la titolarità del marchio (come se fino adesso non ne avesse abbastanza: Fiat, Alfa Romeo, Lancia, Maserati, Innocenti, Autobianchi, Ferrari, Chrysler, Jeep, Dodge). Ora sarà battaglia per i disegni ed anche per tutti gli impianti connessi con essi (non tutti i pretendenti vorrebbero possedere impianti però). Certo, è presente anche la moglie di Bertone a chiedere la titolarità del marchio e potrebbe perfino spuntarla.

12/07/09

Mantide Bertone, da sogno a realtà (per uno solo)

I preparatori solitamente giochicchiano con le parti delle automobili di serie. Tolgono peso, irrigidiscono la scossa, aumentano la deportanza, qualche gonnellina, un cambio speciale ed una bella rimappata (in molti casi gli interventi sul motore sono anche più seri) per ottenere quei cavalli in più. E via.
La Bertone, invece, è partita toma toma. Si è fatta la show-car rivoluzionando una Corvette ZR1, che già di suo non era male a livello di prestazioni. Le ha tolto un centinaio di chilogrammi, ha aumentato di parecchio la deportanza, riuscendo anche a diminuire del 25% il carico aereodinamico. Poi l'escalation.
Prima doveva essere una vettura SOLO per gli show, serviva a presentare la carrozzeria italiana nel mondo. Poi ci hanno pensato sopra, perché non farne una ONE-OFF e dopo varie elaborazioni si cerca qualcuno per testarla sul mitico RING, il Nurburgring (spero di averlo scritto bene). Mica per farsi un giretto "tranquillo", ma per battere il record della Corvette da cui deriva. Credo ci riusciranno, a patto di trovare un tizio capace di farla viaggiare al limite per tutto il percorso. Si devono battere i 7'22". Un bel tempino.
Il pilota dovrebbe essere Dan Watkins, ovvero colui che l'ha richiesta. Un eventuale record al Ring farebbe schizzare il valore della vettura alle stelle. Mica male come pensata da fare?
La fonte di queste informazioni è il sito Autoblog
di cui citiamo la fonte per correttezza. Ora veniamo a noi. Non sarà la stessa cosa, ma la storia della Mantide mi affascina. Vedrei bene in questo ruolo anche altre macchine da commercializzare assolutamente. Si dovrebbe aver coraggio nelle proprie scelte imprenditoriali, in molte occasioni valgono la pena.
Che dire dell'esempio della Trepiùuno? Ve la ricordate? Chi non la conosce e possiede una Fiat 500 nuova sapesse che è pressappoco la Trepiùuno presentata diversi anni prima e di cui i patron della Fiat non volevano saperne di commercializzarla (almeno così si disse). Per non dire di altre migliaia di esempi di successo. Ci sono stati, per carità, casi di clamoroso insuccesso a seguito della messa in commercio, ma fa parte del "rischio imprenditoriale".
Ora da appassionato vorrei tanto vedere una storia del genere anche per la Fulvia coupé della Lancia, anche nella sua variante scoperta. Così come per la commercializzazione della Linea in Italia. Questo per quanto riguarda la nostra casa automobilistica maggiore, poi per gli stranieri non voglio neppure parlare.