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26/07/11

Parodia pubblicità Ford Focus, lei sa fare tutto da sole tu?

Non ci sono parole per questa parodia, guardate il video e crepatevi dalle risate:



08/07/11

Ford Focus, 95 cavalli e allestimento Titanium per i neopatentati

E’ di oggi la notizia in merito ad una versione ad hoc per i neopatentati della Ford Focus, di cui parlavo ieri negli articoli
Ford Focus, in tempo di crisi meglio DIESEL e 115cv e Ford Focus 1.6 tdci 115cv Titanium, con motorizzazione diesel Tdci da 95 cavalli.

Si tratta sostanzialmente dello stesso motore esplicato ieri a cui sono stati tagliati dei cavalli per rientrare nel rapporto peso/potenza ed i 70kW imposto per legge ai neopatentati.
La casa tedesca (ricordiamo che la sede europea della Ford è in Germania) ha deciso di puntare molto sulle dotazioni di sicurezza del proprio modello compatto, fornendo ai clienti una vettura con il massimo dei voti nei crash test EuroNcap e apparecchiature elettroniche come la frenata assistita in città (Active City Stop che frena automaticamente la vettura alle basse velocità in caso di necessità), il Drive Alert per lo stato di attenzione del guidatore, il superamento accidentale di corsia (si attiva se si cambia corsia senza accendere le frecce), l’assistenza alla partenza in salita (molti neopatentati hanno difficoltà in questa complicata manovra), i sensori di parcheggio anteriori e posteriori oltre al sistema semiautomatico di parcheggio.
Da rilevare come la vettura non differisca nei consumi dichiarati rispetto alla motorizzazione 1.6 Tdci da 115cv (vedi Ford Focus, in tempo di crisi meglio DIESEL e 115cv) ovvero 4,2l/100km (23,81km/l) nel ciclo misto, garantito anche dalla presenza di serie dello Start&Stop (presente anche sull’altra versione).
Credo che l’allestimento sia interessante non solo per i neopatentati, ma anche per le famiglie bisognose di una seconda vettura economica da gestire. Il bollo è di 198,55 euro per un residente della Campania mentre per lo stesso cittadino la versione da 115 cavalli costa 218,5 euro (19,95 euro di differenza tra le due auto). Maggiore dovrebbe essere la differenza a livello RCA, ma al momento i maggiori comparatori online non hanno ancora aggiornato i configuratori e non mi è possibile dare una risposa precisa.

07/07/11

Ford Focus 1.6 tdci 115cv Titanium

La versione più accessoriata della Focus e più apprezzata è sicuramente la Titanium, che abbina un ottima dotazione di serie con un prezzo concorrenziale.
In questo allestimento, rispetto alla versione base (di cui potete scorrere le dotazioni di serie nell’articolo Ford Focus, in tempo di crisi meglio DIESEL e 115 cavalli) la casa dell’ovale offre retrovisori esterni riscaldabili, l'assistenza per le partenze in salita, il Cruise control ed il limitatore di velocità, i fari ad accensione automatica, il sensore pioggia, i cerchi di lega da 16 pollici, il climatizzatore automatico bizona, i fari fendinebbia, i profili battitacco cromati, le luci d'ambiente a led, alcune finiture esterne e interne cromate, l'avviamento a pulsante, il bracciolo centrale anteriore con vano portaoggetti, il retrovisore interno fotocromatico, i tappetini di velluto, il supporto lombare e la regolazione in altezza per il sedile guida e passeggero, il pomello della leva del cambio di pelle, il bracciolo centrale posteriore con vano portaoggetti, le luci posteriori a led, il profilo intorno i fari anteriori a led e la griglia nello scudo paracolpi nera lucida.
Insomma, una dotazione completa in tutto a cui è possibile aggiungere pacchetti di accessori come il Titanium Pack, che comprende vetri posteriori oscurati, apertura senza telecomando e cerchi in lega da 17 pollici. Altra selezione è il City Pack Premium con parcheggiatore automatico, specchietti reclinabili automaticamente, sensori parcheggio anteriori e posteriori), il Driver Assistent Pack con sistema di monitoraggio dell’angolo cieco, controllo attenzione del guidatore, gli abbaglianti automatici, l’attivazione della frenata automatica in città, il riconoscimento dei segnali e l’avvisatore del superamento corsia. Non manca il navigatore satellitare.
Il tutto corredabile dai vari motori proposti tra cui il nuovo Ecoboost benzina ed il Duratorq di nuova generazione diesel (i pareri su entrambi li potete osservare su: Ford globale, tra piattaforme e motori condivisi).

Ford globale, tra piattaforme e motori condivisi

La Ford company ritorna alle origini e declina in una nuova salsa il motto del fondatore Henry: “Ogni cliente può ottenere una Ford T colorata di qualunque colore desideri, purché sia nero”.
Sono passati quasi cento anni da quella celebre frasi ed il mondo dell’automobilisto pare abbia attraversato intere galassie tra quel mondo romantico di titani ad oggi. Eppure quella frase rischia di essere il motto della società anche per il ventunesimo secolo.
La compagnia di Detroit ha deciso di approcciare in maniera massiccia alle piattaforme modulari sperimentate con successo nella prima decade del nuovo millennio. Queste, grazie alla ottima ingegnerizzazione di base, rendono possibile la costruzione di numerosi modelli di autovetture su una singola piattaforma, comprimendo i costi di progettazione e rendendo più flessibile la produzione delle vetture. Si pensi che la massima utilizzatrice di questa filosofia al momento è la Volkswagen e pensa di basare l’intera produzione di veicoli su sole tre piattaforme (parliamo di quasi nove milioni di autovetture all’anno per una eterogeneità enorme, passiamo dalla VW Polo alla Skoda Superb). La Ford sulla piattaforma portata al debutto dalla nuova Ford Focus darà i natali a 10 modelli differenti (dalla nuova C-Max alla prossima Ford Kuga), con un alto risparmio in termini di costi industriali (speriamo che si traduca anche in risparmio per i consumatori in futuro).


Chi è ateo potrebbe obiettare: faranno come la Ford T, tutte uguali. Invece pare proprio di no, quello che sarà uguale o simile o compatibile sarà sottopelle o reso differente tra modello e modello. Non ci sarà più un esperienza Seat – Fiat anni Ottanta per intenderci.
Come dicevo sopra, grazie alla progettazione digitale (a computer) è possibile programmare delle piattaforme in cui la modifica di pochi pezzi rende possibile combinazioni inedite fino a questo momento e la produzione di modelli molto differenti. Il tutto con un miglioramento sul fronte dei pesi complessivi (e quindi dei consumi) e della resistenza torsionale (grazie all’impiego di acciai ad alta resistenza è possibile aumentare la sicurezza degli occupanti). Dunque, condivisione e non auto fotocopie.
Questa politica della massima condivisione porterà ad un ulteriore passo verso il ritorno al passato del motto di Henry Ford per la casa dell’ovale: i modelli saranno pensati sempre più per soddisfare le esigenze dei consumatori a livello globale. Su questo punto c’è da dire che la vedo dura. La globalizzazione in atto da mezzo secolo ormai (tra tentennamenti vari ovviamente) a livello socio-culturale ed economico-finanziario ha reso sì i consumatori più interdipendenti e cosmopoliti, ma le differenze restano ancora marcate. Una due volumi è concetto quasi esclusivamente europeo mentre le tre volumi appartengono al resto del mondo. La Ford ci prova forte di una grande tradizione ed anche della ricerca spasmodica del risparmio (produrre un modello globale di successo costa infinitamente meno di produrre dieci modelli locali di successo per le economie di scala in fase di progettazione e di costruzione degli impianti).
MOTORI
La grande ricerca in campo di piattaforme, dove si tenta di diminuire il peso con l’utilizzo di acciai ad alta resistenza o con una migliore progettazione delle strutture portanti, si traduce in investimenti anche in campo motoristico. I propulsori di nuova generazione devono pesare meno, consumare meno ed avere maggiore potenza, elasticità e coppia motrice. Insomma, vanno ripensati da capo.
Un ripensamento radicale per quanto riguarda i benzina, dove i vecchi propulsori atmosferici lasciano spazio ai nuovi Ecoboost con struttura interamente in alluminio, doppio albero a camme indipendenti in testa a fasatura variabile, turbocompressore a bassa inerzia e sistema di iniezione diretta ad alta pressione. Se leggete i dati il 1.6 Ecoboost Ford raggiunge i 150 cavalli di potenza massima nella versione base (180 cavalli nell’altra versione di prossima introduzione sul mercato italiano), ma quello che sorprende è il valore di coppia di 240NM a soli 1600 giri prossima ai 270Nm del pari cilindrata diesel e disponibili fino a 4000 giri al minuto. Una grande dote di elasticità per il motore, che consentirà agli acquirenti di fare minor ricorso al cambio grazie alla buona coppia disponibile già dai bassi regimi.
Sul fronte diesel la rivoluzione è ancora targata 1,6 litri. In questa fascia di motori la Ford ha provveduto a condividere la progettazione con il gruppo PSA Peugeut Citroen francese e si nota una scelta nettamente controcorrente: l’uso di sole 8 valvole rispetto alle precedenti 16. La decisione pare sia stata presa per ridurre gli attriti e migliorare la fluidodinamica del propulsore, cosa che consente di limare le emissioni atmosferiche e di conseguenze il consumo di carburante.


Il sistema prevede l’iniezione common-rail di nuova generazione fornito dalla Continental e dotato di iniettori piezoelettrici a sette fori che sostituiscono quelli precedenti a sei fori a solenoide. Il sistema funziona a 1650 bar ed è in grado i effettuare fino a 5 immissioni per ciclo. Cambia anche il turbocompressore a geometria variabile.
Venendo alle parole in soldoni, il motore guadagna 30Nm di coppia rispetto alla generazione precedente, attestandosi a quota 270NM fruibili tra 1750 e 2000 giri al minuto, ma ancora una volta sono le doti collaterali a stupire. Il motore è già pronto a 1000 giri (pressocché al minimo) con 135Nm che salgono a 242 a 1500, mantenendosi alta anche a regimi rotari elevati per un diesel ovvero 224Nm a 3500 rpm.
Ford/PSA ha provveduto a riprogettare anche la camera di combustizione, utilizzando soluzioni studiate per i recenti 3 e 2 litri ovvero la Extreme Combustion Chamber System (ECCS), che permette di diminuire il rapporto di compressione, con benefici in termini di confort ed ambientali (minore produzione di Nox con conseguente maggiore facilità all’omologazione Euro 5). Cambia anche la valvola EGR, che regola l’immissione dei gas di scarico nella camera di combustione.


Tutte tecniche e soluzioni all’avanguardia ed in grado di competere nella fascia motoristica attualmente più ricercata in Europa (i motori tre i 1.3 ed i 1.7 diesel equipaggiano buona parte delle flotte nazionali europee, divenendo sempre più riconosciuti dai consumatori per l’ottimo equilibrio tra costi di gestione e prestazioni).

Ford Focus, in tempo di crisi meglio DIESEL e 115cv

La Ford Focus è sempre stata una auto esemplare: mansueta, capiente, grande lavoratrice e affettuosa custode dei propri cari. Una auto da sposare per molti, presente in ogni momento della vita di una persona.
L’hanno scelta giovani studenti alla ricerca di un nido per il proprio amore e di una bevitrice poco accanita. L’hanno scelta padri e madri di famiglia per la capienza del bagagliaio e per la facilità di utilizzo. L’hanno scelta i professionisti per il basso costo della manutenzione. L’hanno scelta gli sportivi perché la Focus vinceva i rally in mezzo mondo. Questo fino a pochi mesi fa, ora si apre il futuro.


Il futuro si chiama ancora Focus e la casa dell’Ovale ha deciso di dotare la propria compatta di tutte le tecnologie necessarie per abbattere le emissioni ed i consumi, senza però sacrificare sull’altare i bassi costi di esercizio e di acquisto.

Non per niente era una delle meglio dotate nel rapporto qualità/prezzo.
In tempo di crisi la Focus da scegliere è la 1.6 diesel con 115 cavalli (leggi Ford globale, tra piattaforme e motori condivise) con bassi costi di esercizio ed una percorrenza “dichiarata” nel ciclo combinato di 4,2 litri ogni 100 chilometri ovvero di 23,81km/l (ciclo urbano 5,1l/100km, ciclo extraurbano 3,7l/100km).
Il motore offre buone prestazioni grazie alla buona cavalleria ed ad una coppia motrice adeguata alla massa della vettura (rispettivamente 270 NM e 1489 kg).


Fatti i conti, con il dato dichiarato per il ciclo combinato e la capienza massima del serbatoio (53 litri) si potrebbero percorrere circa 1200km prima di rimanere a secco, ma prendendo i valori rilevati da Quattoruote nei suoi test il consumo reale dovrebbe attestarsi intorno ai 17km con un litro a seconda della percorrenza (urbano, extraurbano, autostrada) e dell’uso degli accessori (climatizzatore, radio, navigatore ed altri). Dunque circa 900km con un pieno. Non male per una madre di famiglia.
Per chi vuole un auto capace anche sul piano velocistico si deve dire che la Ford Focus si difende bene, nonostante la cavalleria ridotta. Il manuale a sei marce consente un ottima rapportatura del cambio con un giusto equilibrio tra ripresa e consumo. Lo scatto 0-100 va via in 10,7 secondi, la velocità massima si fissa ampiamente fuori i limiti di legge italiani (193km/h) e la ripresa 70-120 in 17,1 secondi in sesta marcia.
Sotto il profilo degli allestimenti la Ford Focus include tutti i dispositivi di sicurezza necessari di serie fin dalla base, come gli airbag a tendina anteriori e posteriori, l’Abs, il controllo di trazione in curva, il controllo di stabilità ed il controllo nelle frenate di emergenza. Su questo particolare motore c’è anche lo Stop&Start, sebbene credo che molti automobilisti non lo utilizzino un granché, ed il climatizzatore automatico.
Chi vuole di più e credo siano la maggioranza, opterà per la versione Titanium (vedi articolo Ford Focus 1.6 tdci 115cv Titanium).

21/01/10

Ford Fiesta 1.4 93cv GPL, ne macina di strada

1200 chilometri, tanti sono i chilometri percorribili con un pieno combinato di GPL e di benzina verde con una Ford Fiesta, indipendentemente che sia a 3 o 5 porte oppure nell’allestimento Plus oppure Titanium (il più richiesto). A Gpl la piccola dell’ovale può percorrere ben 460 chilometri (dichiarati, all’effettivo toglieteci un buon 20% di percorrenza per andare vicini ai consumi reali) e tutti con una buona dose di brio. Il motore 1.4 16 valvole eroga la potenza di 93 cavalli più che adatti ad una vettura del peso della Ford Fiesta (per gli amanti della velocità si può optare anche per altri propulsori) senza fare avvertire alcun imbarazzo nel passaggio da un carburante all’altro. La vettura percorre 7,2Km/l (dichiarati) con una emissione media di CO2 di 119gr/km. L’impianto è di tipo toroidale ed è alloggiato nel vano ruota di scorta, al cui posto è previsto il kit di gonfiaggio, con una capienza effettiva di 33,6 litri. Tutte le versioni sono omologate direttamente dalla casa e dunque la garanzia copre tutte le parti, compreso l’impianto GPL (non parliamo di ecoincentivi in quanto sono scaduti al momento e non si conoscono i termini per una loro eventuale riproposizione). Chiudiamo l’articolo con le solite avvertenze: maggiori tempi per il rifornimento, possibilità di parcheggio solamente fino al primo livello interrato, stazioni di servizio non disponibili su tutto il territorio nazionale, consumo di benzina verde in caso di esaurimento del GPL, maggiori costi di manutenzione.


02/10/09

Ford Fiesta 1.2 16v 82cv Titanium, prezzi davvero bassi

Almeno 500 mila vetture per ogni segmento di produzione, questo il target per la sopravvivenza di una casa costruttrice sanzionato da Sergio Marchionne, l’eroe italo-svizzero-americano in grado di risanare i conti Fiat e di renderla una delle maggiori case produttrici del pianeta. In attesa di sapere come la Fiat raggiungerà queste quote in almeno tre settori (nel segmento A grazie alla Fiat Panda/500 raggiunge facilmente quella cifra, mentre nel Segmento B la Fiat Punto/Grande Punto/Punto Evo/Alfa Romeo Mito riesce a raggiungere il target mentre nel Segmento C occorrono novità di un certo rilievo) si deve dire che le sue parole sono molto ascoltate in America ed in Giappone. La Ford e la Mazda hanno seguito questo suggerimento per il Segmento B con le loro Ford Fiesta e Mazda Mazda 2 (di cui parlerò in una prossima serie di articoli). Il pianale è lo stesso e non solo ha vinto il premio di World Car 2008 con la Mazda2, ma riesce anche a svettare nelle classifiche di mezzo mondo. Solamente in Italia la Fiesta ha venduto da inizio anno (periodo Gennaio-Luglio, fonte Quattroruote) la bellezza di 64mila vetture mentre la Mazda2 si è accontentata du sike 5mila unità. In questo articolo mi occuperò della Ford Fiesta 1.2 16v da 82cv nell’allestimento Titanium, ovvero di un modello tra i più venduti. Nel prossimo post parlerò della Ford Fiesta 1.6 TDCi 16V 90CV con filtro anti particolato nell’allestimento Plus. Finirò il mio lavoro con una recensione sui motori 1.4 16v da 96cv con cambio automatico e del 1.4 Tdci da 68cv (entrambi con link al presente post o all’altro post per quanto riguarda allestimento, opinioni e problemi riscontrati in rete). Il post si articola in: Esterni, Interni, Motore – Trasmissione – Tecnologia, Consumi, Opinioni in rete


Esterni

Figlia del “kinetic design” la Ford Fiesta assume le dimensioni di autovettura compatta da città. La mia prima impressione, nel colore marrone, era di vedere un armadillo gigante, ma sinceramente la qualità dei lamierati (un poco per tutti a dire la verità) è migliorata parecchio ed il dinamisco dell’insieme è davvero sorprendete. Si stenta quasi a pensare sia tanto piccola. La parte anteriore aderisce alle ultime regole in fatto di investimento del pedone, con un parafango abbastanza verticale e diviso in due parti dalla barra porta targa. Le luci allungate fino al passaruote, insieme alla nervatura del cofano centrale, conferiscono dinamismo all’insieme (sebbene tale esperienza sia ormai riportata da diversi costruttori come nel caso, forse molto enfatizzato, della Peugeot 207). A livello delle ruote anteriori (nella parte antistante) vengono posizionati i due fendinebbia, affogati nel paraurti dello stesso colore della carrozzeria. La parte laterale vede una linea di raccordo anteriore-posteriore partente dalla parte alta del passaruote anteriore in grado di assorbire le maniglie delle portiere in modo abbastanza elegante. Un ulteriore scalino nella parte bassa, curvato verso l’alto in direzione posteriore chiude l’insieme. Posteriore: La parte posteriore è la parte più riuscita per il mio gusto, sebbene non sia uno dei più semplici (quasi come la Lancia Delta). Lo spoiler superiore include la terza luce stop a led fornendo una valida cornice al lunotto, inclinato in avanti. Le luci laterali incorniciano il portellone posteriore, e secondo me sarebbe stato quasi opportuno utilizzare una soluzione stile Opel Insigna per aumentarne la capacità di carico visto che le luci chiudono non poco l’imboccatura del portabagagli.


Interni

E’ qui la festa. La Ford Fiesta concede tutto il necessario per la sopravvivenza urbana a poco prezzo, sebbene la radio CD/MP3 non sia di serie su nessun allestimento (neppure in questo che è quello più completo). Comodi i comandi al volante per la gestione dell’impianto audio ed abbastanza semplice il sistema di connessione per l’iPod. I comandi centrali a forma di “tastiera di telefonino” sono abbastanza strani da vedere la prima volta, ma poi con l’abitudine sono anche semplici da utilizzare. Sono stato seduto nella parte anteriore e, sinceramente, lo spazio è abbastanza abbondante. Nella parte posteriore, invece, i più alti potrebbero avere qualche problemino con l’altezza o con lo spazio per le gambe (in linea con la maggioranza delle vetture di questo segmento, comunque). Impianto di climatizzazione molto potente. Gli strumenti hanno una grafica molto leggibile ed hanno giusto l’indispensabile presente nel quadro necessario per la visione. Credo sia un poco ostica la posizione del comando di gestione degli specchietti per la posizione in cui si trova.


Motore e trasmissione, consumi e tecnologia

Il motore è il classico Duratec conosciuto sulla maggior parte delle Ford. Distribuzione a cinghia dentata con 16 valvole (4 valvolve per cilindro) la cui mappatura rispetto alla precedente versione è cambiata, garantendo una maggiore potenza (ora 82 cavalli) con la possibilità di una maggiore coppia in fase di spunto sebbene il picco sia stato spostato in alto (4200 giri al minuto circa). Iniezione elettronica, base e testa del propulsore in lega leggera per abbassare il peso complessivo della vettura fanno il resto. E’ un motore molto affidabile, non il più potente in assoluto (basi pensare ai soli 114Nm di coppia disponibile) ed aspirato. Sotto il profilo del cambio è un cinque rapporti con frizione monodisco (di questi tempi, con i doppia frizione bisogna iniziare a specificare) che garantiscono uno scatto 0-100km/h di

12″75 per una velocità massima di

167 km/h. I consumi sono nell’ordine di 12 chilometri al litro reali. Sul fronte della tecnica si deve fare un plauso ai tecnici Mazda-Ford, che sono stati in grado di snellire il telaio di 40 chili pur con un aumento della rigidità della scocca nell’ordine del 10 percento. Il tutto con l’impiego di acciai ad alta resistenza per consentire un ottima sicurezza di guida all’utente finale. Servosterzo elettrico.


Opinioni su internet

Ecco la parte più difficile: trovare le opinioni. La maggioranza sono positive, in quanto i difetti si trovano solitamente a lungo andare e la vettura è in commercio da poco tempo. La stragrande maggioranza delle persone la vede come vettura abbastanza giovanile, poco costosa e con una qualità generale nella norma. I consumi non sono elevatissimi, sebbene qualche chilometro in più sarebbe stato opinabile, ma nel complesso la Ford Fiesta può considerarsi promossa.


23/07/09

Porsche aumenta il capitale, Ford ottiene buoni risultati di gestione

Aggiornamento sul fronte finanziario delle principali case automobilistiche a seguito del post precedente (Porsche, Volkswagen, Fiat, Opel, Gm, Gaz, Magna, Baic e Rhj: i giganti dell'automobile scuotono le acque).
La Porsche nella riunione appena conclusasi ha deliberato sia la fusione con la Volkswagen ed il licenziamento dell'amministratore delegato, più il responsabile finanziario, ma ha anche deliberato, come ci informa Il Sole 24 ore, un aumento di capitale da almeno 5 miliardi di euro. Tutto questo per fare fronte al maxi indebitamento da oltre 10 miliardi di euro verificatosi per il tentativo di scalata a Volkswagen. Non è nota al momento attuale la composizione dei finanziatori per l'aumento di capitale i cui dettagli emergeranno in seguito.
Il cds, durato tutta la notte ha deliberato anche la vendita di una quota, non precisata la percentuale, ai fondi del Qatar.
Altra notizia appena battuta è che la Ford ha dichiarato utili per 2,3 miliardi di dollari a seguito della ristrutturazione del debito, ma ha ancora un utile operativo negativo per 414 milioni di dollari. Il risultato è migliore del previsto per gli analisti ed al momento attuale il titolo è oggetto di euforia in borsa. La Ford, si ricorda, è l'unica casa americana a NON aver chiesto interventi allo Stato sul fronte dei debiti.

17/07/09

Fiesta R2, i rallye hanno nuovi protagonisti

Ok, non sono un tecnico. Ma la Fiesta da rallye si chiama così solo perché lo si vuole, praticamente le uniche cose a non cambiare sono: una parte del telaio ed una parte della carrozzeria. Il resto non c'è più. La best-seller dell'ovale ha trovato in questa maniera una nuova versione per le competizioni, andando a sostituire la precedente e facendo dimenticare i parsimoniosi, non voglio dire espressamente pigri, motori 1.4 diesel e l'unità a benzina, che regalano ben poche emozioni. In questo caso i cambiamenti sono abbastanza profondi. E' stato sostituito il cambio, tolto il servofreno, tolti i tamburi posteriori, messe molle apposite e sospensioni regolabili, un motore 1.6 saldato direttamente al telaio con fasatura variabile, cambiate le pinze freno anteriori, migliorata la sicurezza dell'abitacolo. Insomma, come disse un mio amico: "ci ho rimasto solo il logo... per il momento. Se volete approfondire l'argomento, io l'ho già fatto andate pure su Infomotori, ci sono dettagli tecnici davvero bellissimi... poterne avere una!