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11/07/11

Opel Corsa GPL Tech, la casa sostiene il gas liquido

La Opel Corsa è stata una vettura molto apprezzata da parte del pubblico internazionale ed anche italiano. Piccola, scattante e con costi di gestione abbastanza contenuti ha ottenuto il plauso da parte dei giovani di mezza Europa, senza dimenticare il prezzo di acquisto non troppo elevato (anche grazie agli sconti ottenibili direttamente in concessionaria).
La vettura nei prossimi anni si avvierà certamente al pensionamento per lasciare il posto ad un nuovo modello, ma nel frattempo la casa tedesca ha deciso di continuare ad investire su quella attuale con un nuovo motore benzina/GPL in grado di suscitare gli appetiti degli automobilisti.
Si tratta di una versione con serbatoio toroidale situato al posto della gomma di scorta (sostituita da un kit di riparazione), sedi valvole rinforzate e valvole riprogettate sia sul lato aspirazione che su quello di scarico in modo da sopperire alla mancata lubrificazione dovuta all'uso a gas (il gas ha minore potere lubrificante rispetto alla benzina, cosa che corrode alla lunga le sedi valvole con costosi interventi di riparazione. Problema di cui la Opel Corsa GPL precedente era accreditata a detta di diversi automobilisti.
L'intero impianto è ora offerto direttamente dalla casa, quindi a livello di garanzia non si dovrebbero avere problemi di nessun genere.
Veniamo alle parti più salienti. Il motore prescelto è il 1.2 da 85 cavalli (ne eroga 83 nell'uso a GPL) e la casa dichiara percorrenze nell'ordine dei 1100-1500km con un pieno di benzina e di GPL (massimo 400 dovrebbero essere percorribili a gas prima di esaurire la scorta) a fronte di emissioni di Co2 di sole 110g/km per la tre porte e 115g/km per la cinque porte.
Infine, il gruppo in una politica di miglioramento dell'impatto ambientale delle proprie vetture ha deciso di sostenere con 1000 euro di incentivi la vendita della Opel Corsa GPL Tech, cosa che dovrebbe rendere maggiormente appetibile il prodotto alla clientela.

23/07/09

Porsche, Volkswagen, Fiat, Opel, Gm, Gaz, Magna, Baic e Rhj: i giganti dell'automobile scuotono le acque

Giornata intensa sui mercati per quanto concerne il settore automotive. Tre grandi produttori europei sono sotto i riflettori per un totale di quasi sedici milioni di vetture prodotte e commercializzate l'anno. La Fiat è interessata dalla trimestrale di cassa e dai futuri obiettivi economici. La Porsche con la Volkswagen con i propositi di fusione e la Opel con il matrimonio complicato con Magna o una delle altre due contendenti: Rhj e Baic.
Iniziamo dalla Fiat, la trimestrale di cassa è andata abbastanza bene grazie agli incentivi governativi per le auto a basse emissioni presenti in quasi tutta Europa, situazione che agevola il produttore torinese per via della sua grande esperienza nel settore dei motori a bassi consumi e nelle vetture di piccola grandezza (vedi Panda, 500, Grande Punto). Tutti i dati della trimestrale di cassa li abbiamo spiegati in un post presentato nelle scorse ore (vedi Fiat: conti apposto, meno debiti più flusso di cassa). La giornata di oggi si apre con due notizie. La prima vede Sergio Marchionne, amministratore delegato del gruppo, dichiarare l'inevitabilità di un eventuale scorporo del settore auto dal resto delle attività del gruppo (vedi settore agricolo, Cnh, e settore trasporto industriale, Iveco). La seconda vede il Lingotto interessato di operazioni di mercato per un prestito obligazionario benchmark, cosi lo definisce il Sole24ore, della durata di tre anni. Il prestito dovrebbe venire emesso dal settore finanziario del gruppo e completamente garantito da Fiat Spa.
Proseguendo sul fronte automotive passiamo in Germania, dove la situazione è molto più complicata. La famiglia Porsche-Pieche giocando su due tavoli (visto che è presente nel consiglio di amministrazione del gruppo Volkswagen) ha deciso per la fusione tra il marchio di auto sportive e l'auto del popolo. Il gioco è interessante per due aspetti. Il primo vede il siluramento di Wendelin Wiedeking, amministratore delegato fino a questa mattina, con una buona uscita da 50 milioni di euro (erano vere allora le voci di un possibile licenziamento milionario) di cui buona parte verranno destinati a beneficenza. Con lui va via anche Holger Härter, responsabile finanziario del gruppo, con una buona uscita di soli 12,5 milioni di euro. Al posto del vecchio amministratore delegato subbentra Michael Macht, attuale responsabile prodotto e dipendente POrsche dal 1990.
I due gruppi sfidano in questa maniera i timori di eccessiva fiscalità, calcolata nell'ordine di tre miliardi di euro, per consentire alla Porsche di pagare i propri debiti e di sopravvivere. Il produttore di auto sportive, infatti, ha tentato la scalata a Volkswagen nei mesi scorsi, ma la crisi economica e l'indebitamento eccessivo (oltre ad una diminuzione nelle vendite complessive) hanno fatto bloccare il progetto egemonico. Il tavolo sarebbe ancora aperto ad ulteriori colpi di scena.

Infine, si passa alla telenovela relativa a Opel, marchio tedesco conosciuto in tutta Europa per il suo prodotto e realizzatrice di almeno un paio di milioni di veicoli all'anno. Qui la partita è complicata e dura da mesi. In un primo momento erano tre gli attori al tavolo: Magna (con il supporto dei russi di Gaz e Sberbank); Fiat e Rhj (fondo di investimenti olandese legato all'americana Ripplewood). Poi Rhj e Fiat sono uscite di scena con la firma di un memorandum di intesa con Magna, ma adesso la situazione si infiamma. GM apre le porte della trattativa prima ai cinesi di Baic e adesso anche a Rhj, nuovamente sulla scena con una proposta giudicata interessante.
Magna ha reagito lanciato una proposta ultimatum, senza la cui firma si ritirerebbe dall'affare, mentre le altre due società sperano di accaparrarsi il marchio. GM, dal canto suo, in un primo momento ha giudicato come "interessante" la proposta Baic salvo avvicinarsi agli olandesi. Questi ultimi consentirebbero in un secondo momento, quando la crisi economica sarà passata, di riacquisire l'Opel. Insomma, la separazione con Gm sarebbe solamente temporanea.
L'accordo diviene difficoltoso anche a fronte delle prossime elezioni politiche tedesche, che vedono tutta la classe dirigenziale impegnata in trattative con questo o quell'altro partner sebbene ormai la preferenza per Magna sia manifesta da parte di quasi la totalità dello schieramento.
Chi vorrebbe vedere la Fiat nuovamente al tavolo può anche sperare, Marchionne stesso ha ribadito diverse volte che la proposta del Lingotto è ancora valida sebbene non siano intenzionati a migliorarla sotto nessun aspetto.

20/07/09

Opel, Magna lancia l'ultimatum a GM

La firma sull'acquisizione Opel da parte di Magna continua a mietere puntate degne di una telenovela. Ora la Magna, società austriaca operante nel settore della componentistica, ha deciso di lanciare un ultimatum alla General Motors, controllante della casa tedesca, per chiudere l'affare. Autonews, autorevole sito di informazione sul mondo automobilistico in lingua inglese, ha portato a suffragio di questa ipotesi una singola fonte giornalistica tedesca, il Kommersant. La fonte vorrebbe una forte irritazione da parte russa (la Magna è supportata da Gaz e dalla banca russa pubblica d'affari Sberbank, con il sostegno anche del Cremlino) per il riavvicinamento di altri partner dopo il memorandum firmato nei mesi scorsi.
Negli ultimi giorni, il fondo americano d'investimenti Ripplewood ha deciso di lanciare una nuova proposta tramite la propria consociata europea Rhj. Inoltre, anche i cinesi si sono affacciati all'affare con una proposta giudicata "molto interessante" dai vertici Gm e disprezzata da parte di quelli sindacali tedeschi.
L'irritazione russa potrebbe portare, secondo quando appreso da Autonews, la Magna a formulare un ennesima proposta vincolante. La cui accettazione la porterebbe a uscire dal tavolo di concertazione per dedicarsi ad altre operazioni. Insomma, un vero e proprio ultimatum di cui si saprà di più nelle prossime ore.

Alfa 149 - Opel Astra, trova la differenza

Ma l'Alfa 149/Milano non somiglia un poco troppo alla prossima Opel Astra? Se l'è domandato il blog Carscoop a seguito delle moltissime indicazioni fornite dai lettori. Sotto accusa, ancora una volta, le foto della versione preserie (uscite misteriosamente dalla fabbrica e diffuse in internet alla velocità della luce) Il team mette in evidenza alcune similitudini tra le due vetture, frutto di due diversi team di design, nella visione laterale e nel posteriore. Notando, come siano simili e non uguali.
Certo, dopo i clamorosi casi di "scopiazzamento" non autorizzato da parte delle case cinesi (vedi caso Panda) si può parlare di plagio, ma penso che nella sostanza le due vetture siano differenti. Sul posteriore la forma complessiva è simile, ma divergente. Vedi la forma dei fanali e quella del porta targa, la scelta dell'apertura portellone ed anche la forma del lunotto. Tutti diversi.
Il laterale vede, invece, una posizione alternativa per lo specchietto tra le due, in più l'Alfa predilige la scelta della maniglia posteriore "annegata" mentre la tedesca sceglie un percorso tradizionale. La tedesca ha in più anche il terzo vetro posteriore mentre l'Alfa non lo prevede, così come in avanti ha un piccolo vetro tra il montante e lo specchietto.
Sotto la carrozzeria, poi, ci saranno parecchie differenze. Su questo ne sono sicuro.