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17/06/11

Scegliere un auto nuova, quale?

dacia-duster Sub, berline, hatchback, compatte, large, utilitarie e citycar… ormai non ci sono più mezze definizioni per le autovetture e chi le deve comprare trova sempre maggiore difficoltà nel definire i parametri di ciò che voleva.


Una volta bastava prendere una Citroen 2 cavalli oppure una bellissima Renault R4, senza dimenticare la sempre verde Fiat Panda, per aver risolto ogni problema. Erano vetture senza compromessi, adatte all’avvocato alle prime armi come all’operaio addetto alle linee di montaggio.
Dico questo perché un mio amico mi ha posto dei quesiti a cui sinceramente non so bene come rispondere. Vorrebbe comprare un auto nuova per abbandonare la sua vecchia Peugeot, ma non sa se prendere una nuova compatta, un Suv oppure una berlina. Mi ha chiesto cosa dovrebbe preferire, cosa è meglio: io non so rispondere.
Ormai nel mercato i prodotti, grazie all’ampia modularità ed alla condivisione di componenti su larga scala, si sovrappongono ed in molti casi è più una differenziazione di marketing che di altro.
Io gli ho risposto: tu cosa vuoi da un auto. Ecco forse proprio da questo bisogna iniziare, da cosa vogliamo noi che le macchine facciano. Lui lì per lì non mi ha risposto, troppo concentrato su canoni estetici per mettere a fuoco i veri problemi. Poi, ha aperto bocca facendomi capire che doveva avere il clima per via della sua sudorazione ed essere capace di arrampicarsi anche nel fango per via del suo lavoro. Ha continuato facendomi capire che non vorrebbe spendere troppo di bollo, ma dall’altro canto ha timore di non trovare i pezzi di ricambio qualora si guastasse (vagli a far capire che con la produzione just in time e la globalizzazione anche le italianissime Fiat dipendono da materiali prodotti dall’altra parte del pianeta). Ovviamente è campano, come chi scrive, e sebbene non abbia mai preso una multa e gli unici graffi presenti sulla vettura attuale siano quelli del portachiavi vicino alla portiera del guidatore paga un botto di RCA.


Fatti due conti, sarebbe bene avere una 4x4 un poco rialzata da terra o una vettura con un buon sistema elettronico di trazione, un dispositivo sempre più diffuso sulle auto. Il clima poi è divenuto un MUST mentre è più difficile contenere le potenze specifiche del motore, al giorno d’oggi anche una piccola come la nuova Lancia Ypsilon abbisogna di almeno una 80ina di cavalli per muoversi agevolmente nel traffico (vedi peso vettura, rapporti allungati per contenere i consumi, mappature delle centraline per le normative antinquinamento e assorbimento elettrico dei vari dispositivi di bordo).


Fatti due conti gli ho suggerito la Volkswagen Passat a metano (dove ci troviamo la distribuzione è abbastanza capillare) per risparmiare un poco sul bollo ed avere una vettura adeguata anche al suo portafogli. Poi gli ho detto della Dacia Duster o della Citroen DS4, versione ibrida. Ovviamente tra le tre opzioni ci passano diverse migliaia di euro, ma l’ho fatto per capire anche il range economico in cui il mio amico vuole muoversi. Non mi sono azzardato a segnalare la Saab 9-3 o la Audi A4 All-road.


Voi come vi sareste mossi?

04/08/09

Volkswagen non conosce crisi, aumenta quota di mercato e tiene sugli utili operativi

vw-logo “Gli andamenti delle vendite nel primo semestre dell'anno dimostra che siamo in posizione eccellente, grazie alla varietà di marchi posseduta dal nostro gruppo. Anche in una fase particolarmente difficile nei mercati automobilistici internazionali siamo stati in grado di acquisire quote di mercato chiave” così ha dichiarato Martin Winterkorn, presidente del Consiglio di amministrazione della Volkswagen SA, a seguito dei risultati semestrali del proprio gruppo. La Volkswagen (che comprende i marchi: Volkswagen, Audi, Skoda, Seat, Bugatti, Lamborghini e da poco anche Porsche) ha ufficializzato l’utile operativo semestrale per 1,2 miliardi di euro a fronte di una raccolta diminuita del 9,4% ovvero per un importo di 51,2 miliardi di euro. Un risultato eccellente che fa di Volkswagen il primo costruttore automobilistico europeo e la vede crescere nella quota di mercato del 12% circa. La crisi economica ovviamente tocca profondamente anche la Volkswagen e gli investimenti ne potrebbero risentire nel prossimo futuro, Winterkorn ha dichiarato a tal proposito: “Le prospettive chiaramente rimangono incerte, e dobbiamo continuare ad aspettarci di tutto. Tuttavia abbiamo le qualità tecniche, ecologiche ed economiche che ci servono per uscirne più forti di prima. Ed è il motivo per cui noi rimaniamo impegnati ai nostri obiettivi. Nel solo 2009, ad esempio, il gruppo marche lancerà 60 nuovi modelli e accessori sul mercato".


Qualche giorno fa la stessa Volkswagen ha dichiarato ufficialmente che il suo primo mercato non è più la Germania bensì il mercato cinese, in cui le vetture del popolo sono molto apprezzate da tempo e la sua crescita appare al momento inarrestabile.

29/07/09

Volkswagen accoglie Porsche cambiano il nome sociale: sarà Auto Union?

auto-union-type-c-4 E poi dicono agli italiani di essere un popolo di nostalgici, mi sa tanto che i tedeschi non si vedono allo specchio. La voglia dire una cosa del genere mi sovviene al leggere un intervista del presidente Volkswagen Martin Winterkorn sul Bild e ripubblicata anche da diversi giornali online in lingua italiana. Winterkorn afferma come la nomenclatura Volkswagen GA non sia adeguata dopo l'acquisizione del marchio Porsche da parte dell'auto del popolo. Effettivamente è così: difficile comprare una nobile di sangue blu da uno che si chiama popolo di cognome, questione di immagine.

Allora alla Volkswagen si concentrano, spremono le meningi, discutono, dibattono, si scontrano per poi sfornare il bel nome Auto Union. Se siete nuovi del settore vi sembrerà bello, anche perché mette su un piano paritetico i vari marchi rappresentati dalla galassia Volkswagen (Volkswagen, Audi, Skoda, Seat, Bugatti, Lamborghini ed adesso anche Porsche), ma se siete conoscitori del settore sarete già saltati sulla sedia: si tratta di un marchio vecchio quasi quanto la storia dell'automobilismo, tanto da essere stato usato per la prima volta negli anni trenta e di cui faceva parte anche l'Audi. Insomma, niente di nuovo.

Eppure in casa Volkswagen si discuteva di una opzione simile da anni, proprio per mettere sul piano paritetico i vari marchi del gruppo. Non si è mai fatto fino a questo momento, ma quando hai a che fare con il sangue blu (leggi Porsche) difficile mantenere sempre fede alle origini popolari.

23/07/09

Porsche, Volkswagen, Fiat, Opel, Gm, Gaz, Magna, Baic e Rhj: i giganti dell'automobile scuotono le acque

Giornata intensa sui mercati per quanto concerne il settore automotive. Tre grandi produttori europei sono sotto i riflettori per un totale di quasi sedici milioni di vetture prodotte e commercializzate l'anno. La Fiat è interessata dalla trimestrale di cassa e dai futuri obiettivi economici. La Porsche con la Volkswagen con i propositi di fusione e la Opel con il matrimonio complicato con Magna o una delle altre due contendenti: Rhj e Baic.
Iniziamo dalla Fiat, la trimestrale di cassa è andata abbastanza bene grazie agli incentivi governativi per le auto a basse emissioni presenti in quasi tutta Europa, situazione che agevola il produttore torinese per via della sua grande esperienza nel settore dei motori a bassi consumi e nelle vetture di piccola grandezza (vedi Panda, 500, Grande Punto). Tutti i dati della trimestrale di cassa li abbiamo spiegati in un post presentato nelle scorse ore (vedi Fiat: conti apposto, meno debiti più flusso di cassa). La giornata di oggi si apre con due notizie. La prima vede Sergio Marchionne, amministratore delegato del gruppo, dichiarare l'inevitabilità di un eventuale scorporo del settore auto dal resto delle attività del gruppo (vedi settore agricolo, Cnh, e settore trasporto industriale, Iveco). La seconda vede il Lingotto interessato di operazioni di mercato per un prestito obligazionario benchmark, cosi lo definisce il Sole24ore, della durata di tre anni. Il prestito dovrebbe venire emesso dal settore finanziario del gruppo e completamente garantito da Fiat Spa.
Proseguendo sul fronte automotive passiamo in Germania, dove la situazione è molto più complicata. La famiglia Porsche-Pieche giocando su due tavoli (visto che è presente nel consiglio di amministrazione del gruppo Volkswagen) ha deciso per la fusione tra il marchio di auto sportive e l'auto del popolo. Il gioco è interessante per due aspetti. Il primo vede il siluramento di Wendelin Wiedeking, amministratore delegato fino a questa mattina, con una buona uscita da 50 milioni di euro (erano vere allora le voci di un possibile licenziamento milionario) di cui buona parte verranno destinati a beneficenza. Con lui va via anche Holger Härter, responsabile finanziario del gruppo, con una buona uscita di soli 12,5 milioni di euro. Al posto del vecchio amministratore delegato subbentra Michael Macht, attuale responsabile prodotto e dipendente POrsche dal 1990.
I due gruppi sfidano in questa maniera i timori di eccessiva fiscalità, calcolata nell'ordine di tre miliardi di euro, per consentire alla Porsche di pagare i propri debiti e di sopravvivere. Il produttore di auto sportive, infatti, ha tentato la scalata a Volkswagen nei mesi scorsi, ma la crisi economica e l'indebitamento eccessivo (oltre ad una diminuzione nelle vendite complessive) hanno fatto bloccare il progetto egemonico. Il tavolo sarebbe ancora aperto ad ulteriori colpi di scena.

Infine, si passa alla telenovela relativa a Opel, marchio tedesco conosciuto in tutta Europa per il suo prodotto e realizzatrice di almeno un paio di milioni di veicoli all'anno. Qui la partita è complicata e dura da mesi. In un primo momento erano tre gli attori al tavolo: Magna (con il supporto dei russi di Gaz e Sberbank); Fiat e Rhj (fondo di investimenti olandese legato all'americana Ripplewood). Poi Rhj e Fiat sono uscite di scena con la firma di un memorandum di intesa con Magna, ma adesso la situazione si infiamma. GM apre le porte della trattativa prima ai cinesi di Baic e adesso anche a Rhj, nuovamente sulla scena con una proposta giudicata interessante.
Magna ha reagito lanciato una proposta ultimatum, senza la cui firma si ritirerebbe dall'affare, mentre le altre due società sperano di accaparrarsi il marchio. GM, dal canto suo, in un primo momento ha giudicato come "interessante" la proposta Baic salvo avvicinarsi agli olandesi. Questi ultimi consentirebbero in un secondo momento, quando la crisi economica sarà passata, di riacquisire l'Opel. Insomma, la separazione con Gm sarebbe solamente temporanea.
L'accordo diviene difficoltoso anche a fronte delle prossime elezioni politiche tedesche, che vedono tutta la classe dirigenziale impegnata in trattative con questo o quell'altro partner sebbene ormai la preferenza per Magna sia manifesta da parte di quasi la totalità dello schieramento.
Chi vorrebbe vedere la Fiat nuovamente al tavolo può anche sperare, Marchionne stesso ha ribadito diverse volte che la proposta del Lingotto è ancora valida sebbene non siano intenzionati a migliorarla sotto nessun aspetto.

22/07/09

Golfino dopato: ecco il 1.4 turbo da 202 cavalli


Ok, capisco. Molti di voi hanno aperto il cofano dell'auto per vedere come può un millequattro spingersi a tanto. Lasciate perdere, non manca niente. Anzi, qualcosa manca: il turbo e varie cosucce settate apposta da Sportec Tweaks, preparatore di vetture. Questo ha preso il millequattro presente sotto il cofano della Golf e ci ha tirato fuori 200HP, circa 202 cavalli nostrani (se non ho sbagliato i calcoli, qualcuno ha delle formule affidabili?).
Mica maluccio, ha anche aumentato di qualcosa la coppia. Diciamo da 240Nm a 280Nm, giusto per dare quel poco di spinta che mancava ai bassi regimi. Il tutto settando il gioco valvole-iniettori e la centralina. (ironic mode active) Certo, se vogliamo parlare di prestazioni la differenza non si nota proprio. Da 0-100km/h da 8.2 secondi a 6.8 secondi, giusto la differenza tra me sui 100 metri e Pietro Mennea all'apice della forma. I 180 km/h si beccano con 3 secondi di anticipo, il tempo medio per acchiappare l'amante ancora nel letto (che ci stai a fare qua birbone, a casa!).
Certo, meglio avere per amico un benzinaio, o meglio avercelo sotto casa sarebbe un poco più comodo. Si passa dai 6,3 litri di consumo ogni cento chilometri ai 6,7 litri, ma la conversione richiede anche la benzina arricchita di ottani per funzionare. Il tutto con sospensioni, scarichi e freni rifatti per l'occasione per il Kit denominato Stage 1.
Fonte: Carscoop

21/07/09

Fusione Porsche-Volkswagen: le tasse fanno saltare l'accordo

Ancora una notizia sconcertante colpisce il mondo dell'automotive ed ancora una volta lo apprendiamo dai siti stranieri specializzati nel settore. La possibile fusione tra Volkswagen e Porsche potrebbe non venire intrapresa dai due colossi. Il motivo della decisione è una forte imposizione fiscale, che colpirebbe il patrimonio dei due gruppi in un eventuale fusione. Si parla di oltre tre miliardi di euro. Risposte da parte dei due colossi al momento non sono state date, almeno per quanto proferisce Automotive News, vera bibbia del settore.
Certo è che nei prossimi giorni la Porsche vedrà impegnate le due famiglie controllanti, Porsche e Pieche, in un confronto aperto in seno al consiglio di amministrazione. L'oggetto della riunione è proprio la fusione con il colosso tedesco.
Concludendo, si deve dire che la reazione da parte dei mercati sul mancato affare è stata abbastanza forte. VW ha perso quasi venti euro di valore, una cifra vicino al 10% del capitale (9,2%), ed anche Porsche ha avuto ingenti perdite, il 7.9% a 47.80 euro di valore.
I membri del cda Porsche hanno anche smentito la possibile liquidazione milionaria dell'attuale Amministratore delegato. Una somma che, secondo le indiscrezioni circolate nei giorni scorsi, si dovrebbe attestare sui 100 milioni di euro

19/07/09

Porsche-Volkswagen, una fusione da 8 miliardi

Secondo i quotidiani tedeschi siamo giunti alla redde rationem, alla resa dei conti finale. Il gruppo Porsche per riuscire ad acquisire Volkswagen si è indebitato troppo ed ora proprio VW è pronta all'acquisizione. Insomma, Davide voleva mangiare Golia, ma alla fine Golia ha prevalso. L'affermazione è giunta anche sull'autorevole quotidiano italiano, Il Sole 24 ore che pubblica la notizia nel quotidiano di ieri L'informazione vede anche il gruppo Porsche indebitato di dieci miliardi di euro nei confronti dei creditori, una somma troppo elevata per il piccolo gruppo di auto sportive. L'unica soluzione è la fusione con l'auto del popolo germanica.
La cosa per me è divertente. In passato le due marche tentarono di costruire una piccola autovettura, per la fascia alta veniva marchiata da Porsche mentre in quella bassa dalla VW. Non fu un grande successo.
In tempi recenti la Porsche ha usato molte volte la banca organi della VW per la Cayenne, soprattutto per il comparto motoristico, ed ancora oggi potrebbe farlo per quanto riguarda la Panamera.
Il giudizio finale dovrebbe arrivare il prossimo 28 luglio, quando è previsto un cda tra la famiglia Pieche e la famiglia Porsche, che detengono il possesso del marchio.

14/07/09

Evoluzione dei motori, il 21 secolo spinge l'acceleratore

Non ci potevamo esimere dal mettere insieme qualche appunto sull'evoluzione motoristica degli ultimi tempi, escludendo tutti gli appunti inerenti l'elettrico.
Mai come negli ultimi tempi i motori si sono evoluti rapidamente, cercando di abbattere i consumi ed anche le emissioni. Pensare una BMW probabilmente spinta da un motore 1.4 o 1.6 benzina (per il 1.6 non parlo della Serie 1 bensì delle sorelle grandi) è quasi un qualcosa di aberrante. Per non parlare di Alfa Romeo. Oggi osservavo una vecchia Alfa 33 con motore 1.5 di cilindrata. A suo tempo era un gioiello dell'ingegneria, ora uno dei tanti motori in circolazione abbastanza inquinanti.
Ecco una carrellata di innovazioni per il benzina:
Il sistema di alzata delle valvole di tipo Vtec, compresi i derivati delle altre case, sembra essere stato superato dal Multiair della Fiat, che si presenta ora al vertice della categoria.
Ogni motore benzina è stato appositamente turbato, con turbine sia a geometria fissa come variabile. Sull'uso delle turbine si noti il biturbo della VW di cilindrata 1.4 (180 cavalli di potenza massima).


Sul fronte dei pesi giungono nuovi motori a testa e base in alluminio con contralberi e tre cilindri soltanto per cubature tra il 1.2 ed il 1.5. Su questo fronte lavora la BMW in collaborazione con PSA (Peugeout e Citroen).
La Nissan ha annunciato oggi, come è possibile leggere su Omniauto, la volontà di utilizzare un doppio iniettore per abbattere i consumi, i costi ed anche le emissioni (per tutte le informazioni vedete direttamente su Omniauto). Si trattà di un sistema ad iniezione indiretta, ma potrebbe venirne fuori anche un sistema ad iniezione diretta per qualche casa (con doppio iniettore, abbastanza costoso sebbene applicabile).
Il sistema di Scuderi, presentato in qualità di prototipo, si propone di ottimizzare la gestione dell'aria nella combustione sebbene per ogni cilindro di potenza ne preveda uno di compressione (dunque i cilindri raddoppiano in una fase di dimezzamento dei motori). Questo lo potete leggere sempre su Omniauto ed anche su Corrieretirreno.blogspot.com.
Molti usano anche il sistema di iniezione diretta della benzina, vedi motori GM della serie Jts usati anche da Alfa Romeo (l'Alfa li modificò per ricavarci qualche cavallo di potenza in più riuscendo poco nel proprio intento).
Sul fronte diesel l'evoluzione è pazzesca. Si è passati dal Turbodiesel, a iniezione indiretta (per non parlare di quelli a carburatore), della prima metà degli anni novanta, all'iniettore-pompa abrogato di recente dalla VW-Audi ed al common-rail sviluppato da Fiat con l'ausilio di Bosch (venduto a questi ultimi in tempi di vacche magre per Fiat).
Il sistema di iniezione si è evoluto molto con l'adozione del Multijet in casa Fiat con catena di distribuzione per diminuire i costi di gestione e manutenzione dell'apparato motore. Tutti i motori turbo-diesel attuali sono a iniezione diretta.
Tutti prevedono il turbo, anche la VW ha abbandonato sui mercati occidentali il motore diesel aspirato SDI.
Il sistema common-rail ha sostituito tutti i precedenti sistemi.
Il sistema più evoluto per il bilanciamento e per le vibrazioni è sicuramente il motore boxer diesel Subaru.
Molti motori iniziano a montare il biturbo (vedi Fiat e BMW) e differenziali per lo smaltimento della coppia motrice in eccesso.
Il filtro antiparticolato è in dotazione presso tutte le case, ma il più evoluto è quello della PSA.
L'Audi usa un motore diesel poco frazionato (3 cilindri per 1.4 di cubatura) e con base in alluminio.
Presto si avrà il debutto della seconda serie di Multijet, che sarà la quarta evoluzione del motore diesel.
Diverse case prevedono anche il motorino Start&Stop per abbattere ancora di più i consumi.
Il 20-25% in meno di consumi prevede normalmente un motore diesel in confronto con uno a benzina, inoltre molti di essi stanno divenendo più parchi per quanto concerne la manutenzione (vedi tagliandi Fiat posti a 30mila chilometri per i motori Multijet).
I motori prevedono ormai generalmente quattro valvole per cilindro.
La VM Motors insieme alla Landi Renzo sta sperimentando il primo ibrido diesel, metano-diesel, sui mezzi per il trasporto pubblico al fine di abbattere le emissioni.
Tutto questo per non parlare delle evoluzioni in campo elettrico, di cui ci riserviamo di parlare in altre occasioni.

09/07/09

Cambio della guarda in casa Seat, l'iniettore pompa lascia il posto al common rail sulla Ibiza

Sinceramente il retrotreno si può migliorare, ma gli interni sono semplici e solidi mentre il frontale esprime abbastanza aggressività da giustificare dei prezzi abbordabili. Stiamo parlando della Seat Ibiza, vettura non vendutissima in Italia, commercializzata fino a questo momento con una serie di motori vetusti frutto dei magazzini VW. Qualcosa, però, inizia a muoversi e, insieme alle versioni più "cattive" prossime al lancio, la Seat apre i battenti per i primi propulsori "COMMON RAIL".
Chi conosce la storia della casa, anzi del gruppo, sa bene che fino a qualche anno addietro il massimo della tecnologia era l'iniettore-pompa, in grado di erogare forti potenze agli alti regimi in cambio di una grande rumorosità. Il dispositivo, però, era giunto alla sua massima evoluzione e si è dovuti passare al sistema "Common-rail" ideato negli anni Novanta dal gruppo Fiat in collaborazione con la Bosch (ceduto poi a questi ultimi per i notori problemi di liquidità della casa).
Venendo al sodo, la Seat si presenta al pubblico con la motorizzazione 1.6 di cilindrata in grado di erogare 90 cavalli e oltre 200Nm di coppia. Il tutto con una maggiore corposità della potenza, nonché della coppia, ed una minore rumorosità (fino al 10 percento in meno).
Il tutto attendendo il lancio delle pepate: FR (Formula Racing), Cupra e Bocanegra. Tutte saranno spinte dal millequattro benzina bicompresso nelle versioni da 150 cavalli e da 180 cavalli, con cambio a doppia frizione sequenziale DSG e differenziale autobloccante.