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07/07/11

Better Place, quanti cambi tra Roma e Milano

Seguo da tempo il progetto Better Place a cui ha preso parte la Renault insieme alla consociata nipponica Nissan. Il progetto dopo tanti accordi a livello internazionale (hanno preso parte Israele, Danimarca su tutti) è finalmente passato alla parte più operativa: la creazione delle stazioni di ricarica e di cambio rapido delle batterie.
Chi non conosce il tema trattato è facile da spiegarsi. Compri l’auto e con essa un contratto per il nolo batterie, con tanto di accesso alle stazioni di ricarica ed una pensilina apposita nel tuo garage, poi non devi far altro che guidare. Ogni volta che devi rimani quasi a secco entri in stazione di servizio ed un congegno automatico toglie il pacco batterie scarico e ne mette uno carico. Tempo cinque minuti ed hai nuovamente capacità operativa. Pressapoco come si fa con le macchinine telecomandate.
Nei prossimi mesi nello Stato di Israele inizierà la distribuzione effettiva di queste vetture targate Renault e nell’annuncio viene diramata anche l’informazione di una possibile estensione automobilista ad altri gruppi, la maggioranza con capitali cinesi, per dare sempre più modelli in offerta (vedere l’articolo pubblicato su autoblog.it per capire). In poche parole, il sistema inizia a piacere a livello industriale in quanto da pochi problemi di progettazione e abbatte l’ansia da riserva insita negli automobilisti.


Domanda mia. Quante stazioni di ricarica rapida servirebbero per coprire la tratta Roma – Milano sulla A1?
Facciamoci i calcoli. La Renault dichiara per la sua Fluence una percorrenza di 160km con una ricarica con velocità massima di 135km/h dichiarati. Sotto il profilo della dote velocistica, significa andare quasi al massimo in autostrada per toccare il limite massimo di velocità (130km/h per chi non l’avesse ancora saputo) e probabilmente dovrebbe diminuire di parecchio l’autonomia del veicolo, io non ne terrò conto nei calcoli al momento sebbene climatizzatore acceso, radio, carico a bordo e velocità quasi al massimo non dovrebbero consentire una percorrenza superiore ai 100 chilometri.
Fatti i dovuti calcoli significa fermarsi 3,65 volte per la sostituzione delle batterie, arrotondando per eccesso a 4 significa perdere tra i 12 ed i 20 minuti per il “rifornimento”. Ovviamente ho preso in considerazione il dato “dichiarato” dal costruttore, ma tenete presente come già sottolineato dell’incidenza degli accessori a bordo (navigatore satellitare, climatizzatore, radio, fari), del peso del materiale trasportato (quattro-cinque persone più i bagagli) e del traffico (non sempre si può andare a velocità costante sulla Roma – Milano.

06/08/09

Renault ci riprova, dopo la Vel Satis ecco a voi la Safrane

RenaultSafrane Che le auto di rappresentanza siano divenute monopolio delle tedesche è noto a tutti. Sia negli Stati Uniti sia in Europa i Grandi della Terra preferiscono passeggiare nel silenzio ovattato del trittico Bmw – Mercedes – Audi, quando non possono permettersi gazzelle leggiadre di ben altro calibro (Porsche, Aston Martin, Maserati, Jaguar), ma per i costruttori generalisti (quelli che costruiscono dalle biciclette chiamate citycar ai camion chiamate Segmento E) è difficile mandare giù questa piccola ed ecco che, di tanto in tanto, ci provano a fare vetture lussuose per portare a casa qualche vettura venduta in quei segmenti a caro prezzo. E si a caro prezzo. Perché se un consumatore può permettersi cinque metri di vettura ad un prezzo accessibile è anche perché la casa madre spera di vendere quantitativi apprezzabili, salvo fare i conti successivamente. Che dire dell’esperienza Alfa Romeo con la 166? La vettura fu venduta praticamente solo in Italia, mentre all’estero le davano del "mastodonte". Perché non citare un altra Italia, la Lancia Phedra? Stesso pianale della 166, ma senza i tecnici dell'assetto di Arese la vettura fu praticamente il più clamoroso insuccesso commerciale della Lancia da venti anni a questa parte. La Fiat dal canto suo non ci prova proprio da anni ad entrare in quel settore (sebbene ogni tanto il pensiero ci va). Al giorno d'oggi altre marche generaliste ci stanno provando: la Volkswagen con la Phaeton, se non l'avete mai sentita nominare non avete paura perché è normale. E' il fac-simile dell'Audi A8, costruita in acciaio e non in alluminio. Guidare un auto per signori con il logo attaccato che dice auto del popolo non deve piacere un gran che, visto che è venduta pochissimo. Finiamo con le case francesi, a cui doveva andare direttamente l'articolo. La Renault ha deciso di ampliare la propria gamma con due vetture prese dalla controllata Samsung, casa sudcoreana. La SM3 sarà la versione 4 porte della Megane, sarà leggermente più lussuosa di questa e si posizionerà tra la Megane e la Laguna. La SM5 va a rimpiazzare il vuoto lasciato dalla Vel Satis, auto onesta per la verità anche se venduta con volumi abbastanza scarni almeno in Italia, e sarà superiore alla Laguna come gamma. L'ultimo mio parere può andare solo al paradosso: prima le vetture le esportavamo nei Paesi in via di sviluppo (vedi Golf seconda serie in vendita in Sud Africa per fare l'esempio) ora sono i Paesi in via di Sviluppo ad esportarli da noi (caso non nuovo, la Palio era nata per il Brasile e fu venduta pure in Italia).