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17/07/09

Tata Nano, chi critica si dimentica il nostro passato


Proprio vero: la gente dimentica "prima la morte de padri che la perdita de dinari" (Machiavelli). Ce l'ho con quanti giudicano male la Tata Nano, soprattutto dicendo che non la guiderebbero mai, che è una lattina, che non vale nulla, non è montata bene, è fatta con le scatolette di tonno avanzate... eccetera eccetera eccetera. Poi, scendono dalle scale, aprono il portone e si infilano in una vecchia Fiat Panda di inizio anni Ottanta o versioni successive (sono cambiati un poco gli interni ed i motori, ma il resto è sempre stato lì). Oppure, li vedi al bar dell'angolo (o sul blog di rito) a difendere a spada tratta la Cinquecento vecchio tipo.
Qualcuno di voi potrebbe anche dirmi: ma si tratta di auto di almeno Trent'anni fa. Per carità, avete ragione: ma hanno motorizzato l'Italia. Prima di loro si andava a piedi, a cavallo oppure con vetture anteguerra (pochissimi esemplari per i più fortunati). La Cinquecento ha motorizzato l'Italia, operazione seguita dalla mitica Panda. Auto che costavano relativamente poco, come è la Tata Nano.
Per noi quei soldi sono pochissimi, ma in India sono un capitale. Per noi è un rottame, per loro è l'apice della tecnologia. Per noi è un auto da comprare solo se si hanno già cinque auto e ne serva una da "fatica" (manco troppa) per loro servirà per andare anche ai matrimoni probabilmente.
Insomma, non chiudiamo nei nostri salotti e commentiamo assurdamente il mondo che ci circonda in base agli ultimi Kolossal di Hollywood. Apriamo le barriere, tanto sono più che sicuro della facilità nelle vendite in un eventuale sbarco in Europa.