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14/07/11

Meteore o promesse del futuro? Eolo Car

Voglio partire da qui per una rubrica di interessanti sviluppi tecnici e tecnologici in campo automotive, sviluppi ancora sperimentali e che in qualche caso possono rappresentare delle vere e proprie meteore del settore mobilità senza alcuna possibilità di industrializzazione in futuro.
La prima interessante valutazione riguarda la Eolo car, vettura ad aria compressa, di cui si parla da anni e che non è ancora arrivata sulle nostre strade. Era il 2001 quando Guy Nègre presentò il primo prototipo al Motorshow di Bologna, ma già dal 1997 si parla della messa in produzione del veicolo.
Nel 2005 la MDI, proprietaria del brevetto, ha licenziato tutti gli operai ed ad oggi non è conosciuta nessuna produzione industriale della Eolo car, sebbene la Tata Motors abbia acquisito i diritti di produzione nel 2008.
I principali difetti furono il congelamento delle parti meccaniche dovuto all'espansione dell'aria. Questa, infatti nel passare da 300 bar di pressione alla pressione atmosferica si espande rapidamente e ghiaccia la condensa presente nel motore (usare aria essiccata non cambia di molto la situazione), rendendolo inutilizzabile dopo pochi minuti di utilizzo. Inoltre i motori non generano molta potenza e la struttura meccanica dell'intero veicolo per questo deve essere fatta in fibra leggera di vetro, che non difende bene gli occupanti da eventuali urti.
I vantaggi sarebbero nel basso costo di esercizio, appena 77 centesimi di euro per 100 chilometri (0,0077 euro al chilometro quando la migliore diesel sul mercato dichiara 3,1 litri ogni 100 chilometri ovvero 32,25km/l ossia 0,044 euro al chilometro) e nella semplicità costruttiva.
Vi propongo un video di qualche anno fa trovato su Youtube, è del programma Geo&Geo. Mi dispiace solo che facciano vedere solo i pro di questo modello e non discutano anche delle parti nevralgiche in modo da avere una panoramica maggiore.


Lancia Ypsilon 1.3 16v Multijet 95cv Oro

La nuova generazione della Lancia Ypsilon è stata lanciata e già la sua presenza ha già fatto registrare gioie e dolori. La prima è per le vendite ritenute lusinghiere, sebbene dati consolidati dopo le prime giornale di Porte Aperte non ne siano circolati, e la seconda per la polemica inerente la mancanza di sobrietà nella pubblicità con Vincent Cassel (vedi lo spot) in un momento di crisi per l'intera nazione.
Mi disse un politico affermato una volta "Parlane bene, parlane male basta che di me ne parliate", credo che anche per la Ypsilon possa valere un discorso analogo, tanto più che lo spot è rimasto nella mente di un poco tutti gli italiani.
L'articolo che vi propino adesso riguarda l'allestimento che, secondo me, è quello più adatto alle esigenze degli automobilisti medi italiani ovvero la Lancia Ypsilon 1.3 16 valvole Multijet II da 95 cavalli. Inizialmente volevo scrivere un articolo sulla versione a Gpl, ma per il momento non è ancora disponibile e verrà affiancata alle motorizzazioni 1.2 8 valvole 69 cavalli benzina FIRE EVO, 1.3 diesel Multijet II da 95 cavalli e 850 bicilindrito Twinair da 85 cavalli.
Come avrete notato seguendo questo blog non sono molto amante delle motorizzazioni di base e prediligo le versioni diesel alle benzina, ma in questo caso sono stato quasi costretto per forza di cose. Il 1.2 FIRE EVO 8 valvole con 69 cavalli è sempre stato un ottimo motore, reattivo, affidabile e relativamente parco nei consumi, ma nonostante abbiano aggiunto il dispositivo Start&Stop che promette di tagliare i consumi del 5% non credo possa costituire la più valida alternativa per chi percorre una certa distanza e per un auto PREMIUM vuole un pochetto di brio. Lo potrà essere per chi vuole la Ypsilon, non percorre tanta strada e deve tagliare i costi di gestione al minimo.
Il motore benzina Twinair 16 valvole da 85 cavalli è un ottimo motore e mi ripropongo di analizzarlo più avanti quando ci saranno maggiori informazioni sul suo funzionamento sulla Lancia Ypsilon.
Il 1.3 Multijet credo sia il più adatto per questa auto, è un motore affidabile, rotondo, parco nei consumi e con l'iniezione Multijet II (assicura fino a 8 iniezioni per ciclo) pare aver diminuito anche la rumorosità. I 95 cavalli possono essere un problema sul fronte bollo ed assicurazione (vedi Sciopero benzina, le accise ci stanno uccidendo e la riforma uccide gli esercenti), ma se si fanno molti chilometri sono ampiamente ripagati.
Sul fronte tecnico la Ypsilon è molto classica, affina la piattaforma della Fiat Panda attuale e che costituirà l'architettura della prossima generazione, riuscendo a contenere i pesi in soli 965 chilogrammi con ingombri nell'ordine di 384 centimetri di lunghezza per 167 di larghezza e 152 di altezza, parametri vicini alla nuova Toyota Yaris tra l'altro. Con un passo di 239 centimetri dovrebbe, tra l'altro, assicurare un ottimo compromesso tra abitabilità, bagagliaio (245 litri con i sedili alzati) e doti dinamiche della vettura.
Il Multijet II nel cofano della Lancia Ypsilon eroga 95 cavalli a 4000 giri e 200Nm a 1500 giri al minuti, in grado di spingere la vettura fino a 183km/h e di consumare appena 3,2 litri per 100 chilometri nel ciclo misto di omologazione (31,25km/l), valori ai vertici della categoria.
L'allestimento Oro prevede di serie le dotazioni della versione base Silver (volante regolabile in altezza e profondità, sedile posteriore sdoppiato, apertura automatica delle portiere, cerchi in lamiera da 15", vetri elettrici anteriori, interni in tessuto e predisposizione autoradio) a cui aggiunge la radio con CD/Mp3, , specchietti retrovisori elettrici, volante e cambio in pelle, climatizzatore manuale, selleria in tessuto Castiglio ed il pack Comfort.
Ho provveduto a fare un paio di configurazioni online dell'auto, giusto per rendermi conto di cosa si potesse aggiungere dal listino accessori di importante, ho aggiunto i cerchi in lega da 15" per un mio gusto estetico (non capisco perché la versione intermedia non li dia di serie come su altre case automobilistiche, anche generaliste), il sistema Blue&Me (include la presa Aux/USB ed il bluetooth, credo che vada incluso nell'acquisto dell'auto sempre che non lo si abbia già per un altra auto e si voglia giustamente riciclare), il Safe Lock, la verniciatura bicolore (è uno degli accessori più divertenti della Lancia Ypsilon e caratteristici), i sensori di parcheggio posteriori, airbag laterali anteriori (mi dispiace che non siano di serie su tutte le vetture) e fendinebbia (di serie sulla Platino). Fatti i conti ci vogliono 18.370 euro.
Abbastanza per una versione intermedia ed è da notare come cerchi in lega, fendinebbia anteriori e poggiatesta posteriori siano di serie solamente sulla top di gamma Platinum al momento.
Infine, voglio segnalare una particolare discussione letta su Autopareri, dove un iscritto ha paragonato la vecchia generazione con l'odierna e ne è venuta fuori un interessante discussione.
(Ho anche parlato del 0.9 Twinair, leggi l'articolo: Lancia Ypsilon 0,9 Twinair 85 cv Oro)

Sciopero benzina, le accise ci stanno uccidendo e la riforma uccide gli esercenti

Oggi dalle ore 13 di oggi fino a domani mattina alle ore 14 le stazioni di servizio Agip/Eni saranno chiuse per contestare la riforma messa in atto dal Governo italiano in merito alla distribuzione di carburanti.
Chi dovesse fare rifornimento dovrà organizzare un alternativa, specialmente gli utenti delle autostrade italiane in quanto lo sciopero è per tutta la rete nazionale del cane a sei zampe.
Lo sciopero di oggi non sarà l'unico, ma sarà bissato da tutti i distributori di carburanti il prossimo 27 e 28 luglio salvo cambiamenti dell'ultimo secondo. Quelle date potrebbero costituire un vero problema per la rete stradale ed autostradale italiana in quanto in quei giorni è previsto l'esodo per le vacanze estive (molti si sposteranno il sabato e la domenica, ma altri preferiscono partire dopo il fine settimana).
L'astensione dal lavoro è stata voluta dalla Faib Confesercenti - Fegica Cisl in quanto il progetto governativo di riforma del sistema di distribuzione non piace per niente agli operatori del settore.
Il Governo per la precisione vorrebbe diminuire il numero di aree di servizio sul territorio nazionale, in quanto l'eccessiva capillarietà e le dimensioni piccole degli impianti non consentono economie di scala nella distribuzione dei carburanti. Ciò si aggiunge l'estensione del fai da tè su tutte le aree di servizio presenti sul territorio nazionale e la possibilità per gli esercenti di far derivare il proprio reddito anche da altri settori, ovvero tramite la vendita di giornali, caramelle e generi di consumo in modo da poter abbassare i margini di guadagno sui carburanti.
La federazione dei benzinai ha varato una controproposta, che è stata anche adottata da alcuni parlamentari, ma il dibattito è per il momento molto acceso e renderà sicuramente la vita orrenda per gli automobilisti.
Già ora si pagano i carburanti più cari d'Europa, specialmente al Sud. Quasi 1,7 euro al litro per la verde e punte fino ad 1,55 per il diesel al Mezzogiorno. Un prezzo che doveva discendere grazie all'intervento della AIE, agenzia formata dalle nazioni Occidentali per tenere sottocontrollo i prezzi dei carburanti, che ha deciso di immettere milioni di barili di scorte sul mercato per calmierare l'aumento dei prezzi a livello internazionale. Tale pratica è stata purtroppo inficiata in Italia dall'accisa per l'emergenza immigrati (quasi cinque centesimi) e dall'accisa per sostenere la cultura (un centesimo al litro).
Troppo!
Aggiungiamoci l'aumento dell'IPT, imposta provinciale di trascrizione, e l'introduzione del superbollo (a proposito a quanti cavalli hanno deciso di metterlo alla fine, oltre trecento o 170?), che non faranno l'allegria degli italiani.
Aggiungiamoci l'aumento della RCA a livelli astronomici. Quest'ultima dicono le agenzie di assicurazione è lievitata a livello nazionale di solo qualche punto percentuale nell'ultimo anno. Io non so voi, ma a me personalmente è aumentata di quasi il 40%. Sono passato da circa 1000 euro all'anno per la mia Citroen C3 1.6 Hdi 90cv a quasi 1400 euro (prima rata di 670 euro, attendo la seconda).
Le assicurazioni da quello che ho capito aumentano perché sono terrone e faccio gli incidenti abusivamente, sebbene non ne abbia mai fatto uno in vita mia e l'intera mia famiglia ha subito l'ultimo ed unico incidente sedici anni fa senza colpa; perché hanno deciso di far aumentare il capitale sociale delle compagnie assicuratrici per evitare il fallimento delle stesse; per l'aumento del massimale imposto dall'Europa. Tra tutte e tre credo che la prima sia quella più sensata, voi cosa ne pensate?
Fatti i calcoli, la mia auto dal primo anno di vita ha subito un aumento di costi di gestione (assicurazione più carburante) di 642 euro all'anno senza contare il costo del bollo, che per il momento non ho ancora calcolato.
Le accise mi stanno uccidendo, non ne posso più. Io per andare da un punto all'altro della Provincia di Caserta sono costretto ad usare il mezzo privato per le inefficienze del sistema trasporti pubblico, che non esiste, e tirando proprio la cinghia riesco a fare appena 20.000 chilometri all'anno. L'auto mi costa 1500 euro all'anno di carburanti più i 1400 euro di assicurazione, ci devo aggiungere i tagliandi e l'eventuale manutenzione oltre al bollo. Ci vogliono quasi 3500 euro all'anno se tutto va bene. Troppo!
Poi dite che uno fa le frodi, che ci specula o che in Campania girano auto da terzo mondo, scolorite, con i paraurti ammaccati, senza finestrini o senza assicurazione o bollo. Fatevi un paio di calcoli e ditemi la vostra.

13/07/11

Bmw Serie 1, ancora hatch ancora posteriore

La sfida nel segmento C, premium o meno, è prossimo a vedere guerreggiare tutte le candidate ad armi pari. Le vecchie generazioni del settore più importante del mercato sono ormai in via di smantellamento completo (sono entrate sul mercato da poco le best-seller Opel Astra e Volkswagen Golf, la Alfa Romeo Giulietta ed a breve ci sarà la nuova Audi A3) e con l'uscita di scena della precedente Serie 1 hatchback il quadro è quasi completo.
La casa bavarese ha evoluto il modello più piccolo della sua gamma nel rispetto della tradizione del marchio e introducendo le evoluzioni del family-feeling dell'intera gamma.
Il frontale adotta la curvatura della Serie 5 con fari allungati  e doppio rene in bella evidenza. Il cofano adotta quattro curvature tra la calandra ed il parabrezza, creando tensione nel gioco delle dimensioni e, grazie alla larghezza complessiva della vettura, manifestando una presenza ben al di là delle effettive dimensioni.
Il retrotreno è stato accusato di banalità da buona parte degli internauti appassionati del settore. I fai non toccano più il lunotto e si accenna ad un terzo volume per dare maggiore volumetria al bagagliaio.
Nel complesso la vettura non risulta snaturata rispetto alle origini, ma si orienta in una lecita evoluzione della specie.
I cultori del marchio non dovranno gridare allo scandalo mentre per chi non ha mai letto qualcosa sulla Serie 1 sarà una rivoluzione: l'auto è ancora a trazione posteriore. Lo ripeto è a trazione posteriore. Magari così qualche acquirente capirà dove mettere le catene da neve (in rete circolano foto con questi accessori all'anteriore sulle Bmw Serie 1).
Motore e Tecnica
Partiamo dalla tecnica. La trazione posteriore con annesso motore longitudinale, scatola box e asse di trasmissione ha un equilibrio dei pesi pressoché perfetto, 50:50, e per la nuova versione della Bmw Serie 1 la casa ha deciso di regalare una dotazione tecnicamente avanzata per la "scatola magica". Il Gear-Box prevede in opzione il cambio automatico ad otto rapporti, in grado di assicurare il giusto compromesso tra contenimento della spesa al distributore e prestazioni. I motori, inoltre ricevono in dotazione il sistema Start&Stop, ottimo per abbattere i consumi nei cicli di omologazione urbani un poco meno per chi ci aveva creduto all'acquisto dell'auto (il consumo scende di pochissimo ed è influenzato da parecchi fattori per un suo corretto funzionamento).
Sul fronte sospensivo non ci sono rivoluzioni: doppio snodo all'anteriore e posteriore a cinque bracci; il meglio in fatto di feeling di guida in questo settore. Rivoluzione invece sul fronte dello sterzo, dove Bmw ha deciso di abbandonare il sistema idraulico in favore di un comando elettroattuato (diminuisce il peso del sistema e assorbe energia solo quando si usa il volante). 
Carico di tecnologie anche per la sicurezza passiva ed attiva del veicolo. La casa bavarese ha montato il Beam Assist sul modello, ovvero un dispositivo in grado di rilevare le fonti luminose dinanzi all'abitacolo e regolare di conseguenza il fascio di luce dei proiettori (così si evita di accecare qualcuno e si riesce ad illuminare meglio la strada) ed anche il dispositivo per regolare il fascio di luce in curva, in modo da illuminare la parte interna del tracciato ed individuare eventuali pericoli. Non è finita. Ci sono avvisatori acustici anticollisione ed anche quelli per evitare il superamento della corsia involontariamente (presente anche sulla Ford Focus di cui vi ho parlato l'altro giorno), cruise control in grado di frenare automaticamente e limitatore elettronico della velocità. 
Completano la dotazione tecnologica i dispositivi di connessione ad internet e l'impianto audio evoluto in grado di riprodurre le stazioni anche via web, insieme alla possibilità di connettersi ai social network Facebook e Twitter.
Ed ora eccoci all'appuntamento più importante, i motori. La casa bavarese conferma le indiscrezioni e porta al debutto tutte motorizzazioni turbocompresse con l'elite della propria tecnologia. Io personalmente adotterei un 116d per chi bada ai costi di gestazione (bollo, assicurazione e carburante in primis) e ad un 120d per chi non ha senso del pudore (184cavalli sono buoni per il drifting, in aree protette ovviamente).
Partiamo dai benzina il 116i monta un turbo twinscroll ed ha una cilindrata di 1598cc in grado di assicurare 136 cavalli già a 4400 giri al minuto ed una coppia massima di 220Nm da 1350 a 4300 giri al minuto. Quasi le prestazioni di un diesel (come punto di massima potenza e di coppia massima) con la possibilità di allungo di un benzina. Questa versione copre il classico 0-100 in appena 8,5 secondi e tocca i 210km/h. Emissioni e consumi dichiarati sono inclusi tra 128/132 g/km e 5,5l/100km (18,18km/l) e 5,7l/100km (17,54km/l) a seconda della gommatura selezionata.
Il motore più potente per l'offerta a benzina è per il momento il 118i con la stessa cubatura, ma che raggiunge i 170 cavalli a 4800 giri ed i 250Nm tra i 1500 e 4500 rpm. Anche in questo caso è da sottolineare come siano prestazioni di tutto rispetto, specialmente per la curva di coppia. Lo 0-100 scenda a 7,4 secondi e la velocità massima tocca i 225km/h con consumi dichiarati di 5,8 l/100km o 5,9 l/100km (17,24km/l o 16,94km/l).
La Bmw per gli amanti del gasolio fornisce ben tre offerte, partendo dalla 116d per arrivare alla 120d tutte derivanti dal motore da 1955cc di cubatura.
Il 116d (credo sia il più adatto per chi voglia contenere i costi) è dotato di nuovi iniettori common-rail in grado di sparare il carburante alla pressione di 1600bar ed assicurare 116 cavalli a 4000 giri (260Nm di coppia tra 1750 a 2500 giri al minuto) con consumi relativamente bassi: 4,3 - 4,5 l/100km (rispettivamente 23,25km/l o 22,22km/l). Lo 0-100 solo in questo caso supera i dieci secondi a 10,3 con velocità massima di 200km/h.
Il 118d, il motore con il miglior rapporto prestazioni/costi della gamma diesel per il mio parere, eroga 143 cavalli a 4000 giri e 320Nm di coppia tra 1750 e 2500 giri al minuto con consumi dichiarati di 4,4 - 4,5 l/100km (22,72km/l o 22,22km/l). Lo 0-100 è coperto in 8,9 secondi e raggiunge la velocità massima di 212km/h.
L'ultimo motore è il 120d, quello con le maggiori prestazioni (grazie ad un impianto common-rail a 1800bar), ovvero 184 cavalli a 4000 giri e 380Nm di coppia massima tra 1750 e 2750 rpm. Lo 0-100 viene letteralmente bruciato in 7,2 secondi e raggiunge i 228km/h di punta massima. I consumi dichiarati sono racchiusi tra i 4,5 ed i 4,6 l/100km (22,22km/l o 21,73km/l).
Come sempre vi ricordo che i consumi dichiarati sono virtuali, nell'uso reale i consumi sono molto maggiori.
Chi volesse prendersi la briga di capire quanto gli costerebbe la Bmw Serie 1 potrebbe andare sul configuratore online mentre i prezzi del listino italiano sono i seguenti:
Bmw116i: 26.800 euro
Bmw 116i Sport: 28.950 euro
Bmw 116i Urban: 28.950 euro
Bmw 118i: 28.900 euro
Bmw 118i Sport: 31.050 euro
Bmw 118i Urban: 31.050 euro
Bmw 116d: 27.650 euro
Bmw 116d Sport: 29.800 euro
Bmw 116d Urban: 29.800 euro
Bmw 118d: 29.500 euro
Bmw 118d Sport: 31.650 euro
Bmw 118d Urban: 31.650 euro
Bmw 120d: 31.700 euro
Bmw 120d Sport: 33.850 euro
Bmw 120d Urban: 33.850 euro

Toyota Touch, internet con un dito

Come avevo promesso ho scritto un articolo dedicato al sistema Toyota Touch presentato con la Toyota Yaris (vedi Toyota Yaris, il piccolo genio è tornato).
Credo sia un sistema rivoluzionario e l'adozione su un modello di larga produzione è sintomo di cambiamento nel mondo dei motori (chissà se verrà adottato anche dagli altri costruttori automobilistici).
Il Toyota Touch è composto da uno schermo tattile da 6,1" a colori attraverso il quale è possibile interagire con i sistemi di bordo e con l'impianto multimediale. Quest'ultimo è dotato di lettore Cd/Mp3 e bluetooth con funzione streaming e sincronizzazione della rubrica telefonica ad ogni connessione. Presente anche la porta USB.
Come su altri modelli il sistema da informazioni sui consumi istantanei e di percorso della vettura, dei chilometri effettuati e la visualizzazione delle immagini provenienti dalla telecamera posteriore (un accessorio sempre più importante in quanto per migliorare la sicurezza passiva delle automobili i montanti stanno divenendo enormi mentre i lunotti decrescono rapidamente).
La novità di questo sistema è la possibilità di interazione con il sistema di navigazione Toyota Touch&Go, che prevede il monitoraggio del traffico, la localizzazione delle stazioni autovelox fisse e la personalizzazione dei limiti di velocità.
Non è finita. Il sistema di navigazione prevede tre modalità: percorso più veloce, più breve e percorso ecologico (dove si consuma meno carburante). Quest'ultima è la prima vera novità del sistema Toyota Touch&Go.

Come funziona. Il guidatore potrà personalizzare il proprio viaggio con Google Map, con tanto di punti di interesse e possibili destinazioni, e poi scaricare direttamente dal Pc il percorso sul navigatore. In futuro poi sarà possibile, tramite delle applicazioni, conoscere anche il prezzo dei carburanti, connettersi a Facebook o conoscere le aree di parcheggio disponibili più vicine. 
Insomma, potrebbe essere nata una nuova era.

Toyota Yaris, il piccolo genio è tornato

La Toyota porta al debutto la nuova generazione del piccolo genio dopo tante soddisfazioni dell'attuale generazioni, decidendo di non cambiare la formula vincente bensì di migliorarla sotto diversi aspetti importanti.
Sarà più sportiva, attenta all'ambiente e con una percezione di qualità migliore per gli interni. Sarà anche maggiormente abitabile grazie a dimensioni cresciute di 10 centimetri, ma non ne risentirà il bagagliaio cresciuto fino a quota 289 litri.
Veniamo ai maggiori dettagli del nuovo piccolo genio della casa giapponese.
Tecnica e Motori
La Toyota Yaris come già detto è cresciuta di 10 centimetri rispetto alla generazione attuale (la seconda) e ha raggiunto quota 3,88 metri di lunghezza, ma nonostante ciò è rimasta tra le più compatte del segmento B (dove la Punto, la Polo e la Mito superano quota 4 metri per dirne una) ed assicura ancora il migliore diametro di sterzata (4,7 metri) da sempre punto di riferimento della categoria.
La larghezza resta invariata (1,695m) mentre a scendere sono i centimetri in altezza (-2 cm a quota 1,51m). Nella sostanza la vettura ha abbassato il proprio baricentro e cambiato le proporzioni esterne per essere maggiormente dinamica, riuscendo a regalare una buona presenza in strada a fronte della categoria e delle dimensioni. La Toyota Yaris vuole emanciparsi.
Le ruote ora sono disposte più agli angoli della carrozzeria, frutto dell'aumento del passo di 5 centimetri a quota 2,51 metri, cosa che la rende più sportiva ed anche più comoda negli interni (spostare le ruote agli angoli fa crescere e di molto lo spazio a disposizione dell'abitacolo sia per i passeggeri sia per il bagagliaio).
La Toyota poi ha dedicato molta attenzione anche all'aerodinamica della vettura, inclinando maggiormente il parabrezza e riuscendo ad ottenere un valore di 0,287 di Cx. Un valore di assoluto rispetto, basti fare un raffronto con la Prius, pensata per ottimizzare i consumi e tenere l'efficienza energetica al massimo livello, che ha 0,25 di Cx.
La maggiore presenza di strada viene coniugata con un miglioramento del comparto propulsori / trasmissioni, tutti Euro 5 e votati al contenimento delle emissioni atmosferiche.
Nella sostanza si tratta dei motori già presenti nella gamma attuale, con alcune migliorie e modifiche nella distribuzione per adattarli alle regole ed alle necessità attuali.
Partiamo con il tre cilindri in linea da 1000cc che dichiara 69 cavalli a 6000 giri e 93NM a 3600 giri, in grado di muovere la vettura con consumi dichiarati di 4,8 litri (20,83km/l) sul ciclo combinato pari a 110 g/km di Co2 (diminuiti del 7% rispetto alla versione attuale. Credo che questa motorizzazione per chi vive la città e l'utilizza come seconda vettura tranquilla sia la più idonea per le madri e per i giovani con il piede leggero.
Si passa poi al 1.3 VVT-i da 99 cavalli e 125NM (meno dei 132 attualmente dichiarati) rispettivamente a 6000 e 4000 giri, che dichiara nel ciclo misto 5l/100km  (20km/l) e 114g/km di Co2 in abbinamento al cambio CVT con simulazione di cambio sette marce sequenziale Multidrive S (con paddle al volante). Quest'ultimo promette di migliorare alcune debolezze dei cambi CVT, come lo spunto alla partenza ed i consumi.
Infine, il 1.4 D-4D (diesel) da 90 cavalli a 4000 giri e 205Nm erogati tra 1800 e 2800 giri di cui la Toyota dichiara consumi pari a 3,8l/100km (25,64km/l) migliori del 7% rispetto alla Toyota Yaris precedente pari motorizzata. Le emissioni Co2 si attestano a 104g/km. Il motore a gasolio è abbinabile ad un cambio sei marce oppure al robotizzato Multimode con lo stesso numero di rapporti.
Interni
Sul fronte degli interni la nuova Toyota Yaris migliora l'abitabilità per i motivi di cui sopra e per l'adozione di un nuovo processo costruttivo per sedili e portellone posteriore in grado di assicurare lo stesso grado di confort (chi chiedesse che centra il portellone posteriore con il confort si chiedesse del rumore proveniente dall'esterno) con una diminuzione degli spessori di 18 centimetri in senso longitudinale (3,5 per le gambe dei passeggeri e 14,5 per il bagagliaio).
Il bagagliaio raggiunge quota 289 litri ed è abbastanza per la spesa domestica (sempre che non siate una famiglia numerosa e pappiate come 10 Homer Simpson insieme) o per le vacanze di una giovane coppia (sempre che non siate fidanzati con Paris Hilton e dobbiate traslocare una casa anche per spostamenti di due giorni).
La strumentazione non è più al centro della plancia, ma è stata spostata sul lato guidatore in linea con la sensazione maggiormente dinamica dell'intera vettura, e la stessa assume rivestimenti bicolori abbinabili, a seconda dell'allestimento al colore degli interni. Un tocco originale ed in grado di fare il salto generazionale alla Yaris, fino a questo momento molto criticata per via dell'aspetto troppo austero degli interni.
E' stato spostato il piantone dello sterzo di tre gradi ed è possibile regolare maggiormente il sedile del guidatore di 1,5 centimetri, cosa che dovrebbe rendere più semplice trovare la posizione di guida adatta a chiunque. Lo stesso sedile riceve un bracciolo laterale per il guidatore.

Curerò il fronte degli allestimenti successivamente, quando saranno dichiarati i prezzi, mentre in un altro articolo vi parlerò del rivoluzionario sistema multimediale adottato sulla Yaris già a partire dall'allestimento Active (Toyota Touch, internet con un dito).

Vacanze in auto, Ostuni e Castellabate buone scelte

Tempo di vacanze, ma la crisi economica rende più difficili gli spostamenti degli italiani.
Molte famiglie, infatti, hanno deciso di rinunciare o abbreviare le proprie ferie per risparmiare, alcuni vanno da amici e parenti mentre altri preferiscono il mordi e fuggi in località limitrofe alle proprie. 
Il clima avverso ha reso difficile la vita alle agenzie di viaggi, meta di vacanzieri pluri-settimanali, ed ha agevolato di molto le condizioni dei siti web specializzati in grado di fornire una moltitudine di risposte (senza scocciarsi mai) a costo zero.
Io di una cosa sono certo: nonostante il caro carburanti (al Sud un litro di verde sfiora 1,7 euro al litro) gli italiani sceglieranno ancora l'automobile per i propri spostamenti. 

Vuoi le difficoltà logistiche nei movimenti con i treni o con gli aerei per vacanze nel Bel Paese (si pensi alla carenza di sinergia tra questi mezzi ed il trasporto pubblico su gomma, oltre alle oggettive difficoltà di districarsi in mezzo al traffico con i bagagli); vuoi l'affezione per l'automobilista medio nazionale alle quattro ruote, vuoi la sacra sosta all'Autogrill per sgranchirsi le ossa (altrimenti non sarebbe vacanza) gli italiani sceglieranno le auto.
Personalmente non ho ancora scelto una meta turistica dove andare, in quanto conto di andare all'estero il prossimo mese di settembre per studio/lavoro, ma nei giorni scorsi sono stato a Castellabate in Provincia di Salerno. Chi di voi ritiene di ricordare vagamente questa località vuol dire che ha visto il film Benvenuti al Sud con Alessandro Siani e Claudio Bisio. 
Il centro storico è ubicato sul cucuzzolo di una montagna limitrofa al mare e per i bagni bisogna spostarsi qualche centinaio di metri in verticale presso la frazione di Santa Maria di Castellabate, ma ne vale la pena. Il Cilento è una delle mete più belle d'Italia. Natura, montagna, buoni cibi, relax ed un mare splendido mi hanno reso la giornata interessante. In più il centro storico non è niente male, dunque si può sempre coniugare il relax del mare con altre attività. 
Castellabate è bandiera blu da oltre dieci anni (tredici anni se non ricordo male), dunque qualche motivo ci sarà per cui hanno fatto il film lì, no?
Altro posto dove mi sono recato di recente è nella bianca città di Ostuni in Puglia. Anche in questo caso il centro storico si trova a diverse decine di metri dal mare, ma credo sia proprio questo a rendere particolari i luoghi in cui mi sono ritrovato. L'assenza di caseggiato rilevante sulla costa ha permesso di mantenere una qualità delle spiagge (rocce) molto elevata ed il fascino delle borgate è sempre un qualcosa di eccezionale.
In entrambi i casi mi sono spostato in auto, in compagnia di miei cari. I costi non sono stati elevatissimi, anche perché risiedo al Meridione, ed ho potuto fare a meno delle commissioni delle agenzie di viaggi con un opportuna programmazione via web. 
Voi dove andrete e come prenoterete le Vostre ferie? Scrivetemelo, magari possiamo raccontare i nostri viaggi in auto per le vacanze (se state sulla Salerno - Reggio Calabria potremmo farci due risate, amare per voi, sullo stato di questa autostrada). 
Ciao