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13/07/11

Toyota Touch, internet con un dito

Come avevo promesso ho scritto un articolo dedicato al sistema Toyota Touch presentato con la Toyota Yaris (vedi Toyota Yaris, il piccolo genio è tornato).
Credo sia un sistema rivoluzionario e l'adozione su un modello di larga produzione è sintomo di cambiamento nel mondo dei motori (chissà se verrà adottato anche dagli altri costruttori automobilistici).
Il Toyota Touch è composto da uno schermo tattile da 6,1" a colori attraverso il quale è possibile interagire con i sistemi di bordo e con l'impianto multimediale. Quest'ultimo è dotato di lettore Cd/Mp3 e bluetooth con funzione streaming e sincronizzazione della rubrica telefonica ad ogni connessione. Presente anche la porta USB.
Come su altri modelli il sistema da informazioni sui consumi istantanei e di percorso della vettura, dei chilometri effettuati e la visualizzazione delle immagini provenienti dalla telecamera posteriore (un accessorio sempre più importante in quanto per migliorare la sicurezza passiva delle automobili i montanti stanno divenendo enormi mentre i lunotti decrescono rapidamente).
La novità di questo sistema è la possibilità di interazione con il sistema di navigazione Toyota Touch&Go, che prevede il monitoraggio del traffico, la localizzazione delle stazioni autovelox fisse e la personalizzazione dei limiti di velocità.
Non è finita. Il sistema di navigazione prevede tre modalità: percorso più veloce, più breve e percorso ecologico (dove si consuma meno carburante). Quest'ultima è la prima vera novità del sistema Toyota Touch&Go.

Come funziona. Il guidatore potrà personalizzare il proprio viaggio con Google Map, con tanto di punti di interesse e possibili destinazioni, e poi scaricare direttamente dal Pc il percorso sul navigatore. In futuro poi sarà possibile, tramite delle applicazioni, conoscere anche il prezzo dei carburanti, connettersi a Facebook o conoscere le aree di parcheggio disponibili più vicine. 
Insomma, potrebbe essere nata una nuova era.

24/08/09

Finiti i contributi alla rottamazione Usa: per me non è stata una svolta nel segno dell’ecologia.

parcheggio Ho letto su Omniauto che gli incentivi alla rottamazione negli Usa sono andati a ruba. Oltre 700mila vetture immatricolate in poco tempo e fondi esauriti con tre mesi di anticipo rispetto alle previsioni. Un risultato eccezionale che l’Amministrazione americana sponsorizza come passaggio all’ecologia degli Usa. Io non sono d’accordo. Il margine di miglioramento per ottenere i bunus governativi è di 4 miglia per gallone per il riconoscimento minimo e di più di 10 miglia per gallone per quello massimo (rispettivamente 3550 dollari e 4550 dollari) per quanto concerte le car (le auto). Sui light-trucks (i Suv da noi) il margine di miglioramento minimo è di sole 2 miglia per gallone per quello massimo di almeno 5 miglia per gallone. In più la base di partenza non è molto elevata. Si parla delle auto fino a 18 miglia per gallone ovvero 7,7 chilometri a litro per le auto da rottamare. Se si aggiungono due miglia per gallone nel caso dei Suv si ottengono le 20 miglia, per le auto sono 22 miglia (ovvero un consumo 9,35km/l). Sempre sulle auto con il miglioramento per ottenere il massimo del riconoscimento (10 miglia in più) si ottengono 28 miglia per gallone: solo 11,9 km per litro. Tradotto il miglioramento ambientale non è poi così significativo. Sopra questa cifra ci sono moltissimi bestioni. Il contribuente americano non ha fatto una scelta per l’ambientalismo: ha fatto una scelta per un auto nuova scontata con i soldi del fisco americano. Se si volevano cambiare veramente le abitudini dei cittadini americani in fatto di automobili bisognava imporre loro Suv che per ottenere il compenso minimo devono fare almeno 28 miglia per gallone ed automobili che fanno almeno i 15km/l. Allora si che le cose iniziano veramente a cambiare, soprattutto a livello produttivo, dove i grandi colossi si dovranno dare da fare per migliorare veramente le automobili americane.

06/08/09

Bmw studia il brand ecologico, a Francoforte le prime bozze

Bmw_Logo_ Come avevamo detto per la Mercedes qualche giorno addietro (Salone di Francoforte, Mercedes all’arrembaggio dell’ecosostenibilità), anche la Bmw ha deciso di sfidare il mondo dell’ecologia con una gamma a basse emissioni. Sarà come la divisione Motorsport (tutti conosciamo le mitiche BMW siglate con la M) ed avrà una gamma a se stante seppure totalmente integrata in quella della casa bavarese. Il nome di questo nuovo brand non è ancora conosciuto. Qualcuno vuole venga chiamata I-setta,  ma credo che questo sia un nome da dare ad un nuovo marchio semmai e non ad un brand interno. Un eventuale brand interno non potrà essere siglato con le lettere i e d, codici rispettivamente per le versioni a benzina e per quelle a diesel della Bmw. Dovrà essere un nome la cui iniziale messa sul cofano distingua immediatamente le vetture ecologiche della Bmw. Ma quale? Non credo sia Rover, acquisita anni addietro dalla Bmw per i motivi sopra esposti e per le assonanze con la cinese Rower. E tantomeno la sigla Metro, la M cozzerebbe con Motorsport. Io credo che alla Bmw gatta ci cova e per le prossime versioni ecologiche ci potranno stupire (passare l’EfficientDynamic da versione a brand? una bella ED sul cofano non andrebbe mica tanto male…)

02/08/09

Auto ecologiche, Kia pronta ad invadere il mercato: fuel-cell, ibrido e GPL le sue armi

kiaforteibrida La Kia ha deciso di stupire il mondo e da produttore di automobili a basso prezzo, in teoria dovrebbe rappresentare il basso di gamma della Hyundai, vuole passare a fulcro della tecnologia ecologica mondiale. Non si tratta di copiare le gesta della Toyota con la Prius (giunta alla terza edizione) bensì di portare delle innovazioni fortissime in tutti i campi. Le vetture commercializzate in questo momento nel mondo iniziano a montare la tecnologia ISG (Idle Start and Go) ovvero un sistema intelligente di Start&Stop che spegne il motore ad ogni occasione utile (anche quando si è movimento e non si

utilizza il motore per più di due secondi), il tutto per abbattere consumi ed emissioni. Sempre per abbattere le emissioni generali della casa si è puntato molto sul sistema ibrido benzina-GPL. In Corea, come in Europa, sono molti gli estimatori del gas, ma per la Kia non era abbastanza. Fare una vettura convertita a gas è abbastanza semplice, lo fanno tutti. Kia ha deciso di fare la prima auto a gas abbinata al motore elettrico. Insomma, se Peugeot ha deciso lancerà nei prossimi due anni il proprio ibrido-diesel, la Kia l'ha sorpassata con qualcosa di ancora più assurdo. Ovviamente l'idea di Peugeot è venuta anche ai coreani, che in questo momento si prodigano di impiantare un cuore elettrico ai propri motori diesel. Per finire, si parla che dalla fine del prossimo anno dovrebbero iniziare a girare le prime autovetture munite di fuel-cell ovvero una tecnologia ancora allo stato embrionale e non distribuita dagli altri produttori, in larga serie si intenda bene.