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23/08/09

“E luce fu!”, la Commissione Europea manda in soffitta le lampade ad incandescenza domestiche: quelle per le automobili quando ci andranno? E se non ci andranno perché non le rendono più potenti ed efficienti, come standard?

lampadina Durante questo periodo di riposo estivo ho letto alcuni articoli su “Il Sole 24 ore”, quotidiano da me preferito per la sua autorevolezza e completezza nell’informazione (nonché per la poca politica presente sulle sue pagine, che non guasta mai) che riguardano il risparmio energetico e la competitività sui mercati internazionali. Più in particolare ho letto un articolo riguardante il prossimo pensionamento dei bulbi a incandescenza, per i profani “le classiche lampadine”. Si partirà con quelle da 100 watt per concludere con quelle più piccole nel 2016. Tutte dovranno essere sostituite con lampade a basso consumo energetico, maggiormente efficienti e con una durata maggiore. Leggevo che su cento parti di energia utilizzate da queste lampade solamente il 5 percento diviene luce, mentre il resto viene disperso in calore. Questo mi ha fatto riflette su diverse cose. Facendo un elenco:


  • Quando pensioneranno le lampade ad incandescenza, alogene, per le autovetture?

  • Quanto incidono le lampade ad incandescenza sull’inefficienza complessiva dell’auto? Specie ora che devono essere, praticamente, sempre accese?

  • Quando si decideranno in Europa ad adattare la normativa vigente con quella degli Stati Uniti (dove le lampade delle auto hanno una luminosità maggiore e devono durare anche di più)?

  • Se non ci sarà la sostituzione con le lampade a Led e ci sarà quella con le lampade allo Xeno, quando sarà il maggiore costo sulle autovetture?

  • Un ultima domanda, penso interessante: ma perché è diventato così difficile cambiare una lampadina?

A tutte queste domande risponderò nella giornata di domani, proponendomi di inserire gli appositi link in questa pagina. Intanto voglio rispondere alla terza domanda, che viene risposta direttamente qui. E’ noto che la maggioranza delle vittime stradali non avviene nei centri urbani e non avviene neppure nelle autostrade bensì nelle strade extraurbane secondarie e principali: le statali, provinciali o regionali. Sono strade solitamente al buio, con i margini poco segnalati (o per niente segnalati), con il manto stradale mal ridotto, e con dei fossi profondi anche vari metri al bordo strada (cosa che desta pericolo per chi ci cade dentro e provoca in molti automobilisti la tendenza ad accentrarsi troppo sulla carreggiata, cosa pericolosa anch’essa). Insomma, sono una vera mannaia per chi deve percorrerle abitualmente in lungo ed in largo. Ora negli Stati Uniti hanno risposto parzialmente a questo problema imponendo delle lampade più potenti a bordo dei veicoli, con una maggiore luminosità specifica. Se non erro hanno imposto anche una maggiore durata come standard minimo per consentire la commercializzazione nel mercato americano. In Europa tutto questo non è ancora avvenuto. Viaggiamo su strade meno larghe di quelle americane, su auto più insicure (i crash test USA sono i più rigorosi in questo momento sul pianeta) e con luci meno potenti. L’eventuale pensionamento delle lampade ad incandescenza potrà consentire un rapido sviluppo della normativa affinché le auto europee possano vederci bene al buio? Ai Vostri commenti l’ardua risposta.

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