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25/08/09

Piccoli campioni crescono in Gp2: le promesse del futuro garantiscono più spettacolo della Formula uno

gp2 Devo dire la verità: sono un bloggaro di automobili a cui piace poco la Formula uno, preferisco la Moto GP. Meglio essere chiari da subito. La passione per le monoposto l’avevo da piccolo, quando correvano piloti come Alesi e Berger e quando un certo Schumacher era un pilota promettente sebbene non nel pieno della sua carriera. Quando i duelli di un tempo hanno segnato il passo con la tecnologia, l’aerodinamica e le tattiche in fase di qualifica ho iniziato a disertare la televisione per dedicarmi ad altro. La domenica guardo la Moto Gp e mi stupisco come stia divenendo sempre più una Formula uno a due ruote, vista la decandenza delle quattro ruote. Mi domando perché non prendano esempio dalle categorie più piccole, dove basta poco per correre e ci sono una caterva di sorpassi spumeggianti. La 125 è quella più divertente di tutte. Si passano in ogni situazione e ci sono almeno 40 piloti a gareggiare. Da quel che ne so: non costa neppure molto tenere un team mondiale in 125.


Ho paragonato questa cosa con la Formula uno e la sua serie cadetta: la Gp2. Un campionato nel 2005 per sostituire la vecchia F3000. L’idea è divertente. Tante piccole case costruttrici, piloti giovanissimi e voglia di sorpassarsi alle stelle. Ovviamente ci sono anche molti disastri, ma fortunatamente si corre su circuiti tarati per gli elevati standard della Formula uno e, dunque, il rischio c’è sebbene non sia troppo elevato. E poi i giovani piloti non sono mica così scarsi. Ho letto chi vi ha partecipato e sono: Heikki Kovalainen (attuale seconda guida Mc Laren), Lewis Hamilton (campione del mondo attuale), Nelson Piquet (adesso alla Renault),  Nico Rosberg. Tutti in Formula uno adesso. Ho visto un paio di gare e mi sono divertito molto, peccato non facciano vedere anche le qualifiche sulla Rai (le trasmette solo Sky Sport). Un altro pianeta.

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